a "Confessione di un ice-climber" di M. Caleffi
 

 

di Roberto Avanzini

 

Quando si leggono i racconti di Maurizio Caleffi sembra sempre di essere lì, seduto su un tronco, con i piedi nella neve ad assistere a quello che in realtà si sta leggendo.
Si sente un po’ di freddo, un po’ di vento e si partecipa a distanza, facendo il tifo per chi sale.
E complimenti per la salita, oltre che per  “Confessioni di un ice-climber”.