a "Una vita lunga 50 parole" di Mauro Mazzetti
 

 

di Roberto Avanzini

A parer mio il racconto di Mauro Mazzetti, “Una vita lunga 50 parole”, ha parecchi pregi che non esporrò totalmente, limitandomi a considerare solo alcune cose che mi hanno particolarmente colpito. 
La prima è che si tratta di una delle poche volte che il mancato raggiungimento della vetta non si trasforma nell’occasione per accampare scuse, criticare il rischio che si sono presi quelli arrivati in cima, sproloqui tecnico-strategici o riflessioni filosofico-esistenziali. 
Il racconto di Mauro ha una sua lucida semplicità che cattura e trasporta all’interno della vicenda; le difficoltà, i dubbi, le paure, il fiato corto, le scelte fatte o rimandate sono esposte molto chiaramente e ognuno è libero di leggervi dentro la stupenda avventura fisica e umana di cui l’autore è stato protagonista. 
La seconda è l’ottima qualità di scrittura. 
Il racconto fila liscio, senza intoppi, senza scossoni che non siano voluti, trasparente come l’aria d’alta quota che si respira tra le righe. 
La terza, e ultima, è la naturale simpatia che la modestia sincera (e non “pelosa”, come a volte accade a quelli che dicono “non sono stato bravo” per sentirsi dire ”ma si che sei stato bravo!”) di Mauro muove nel lettore.
Complimenti!