a "Ricordo di una prima invernale" di Gabriele Villa
 

 

di Roberto Avanzini


 

C’e un’immagine tra quelle che appaiono nel testo che a parere mio esprime bene lo spirito del racconto di Gabriele Villa, “Ricordi una prima invernale”, cioè la copertina della rivista In montagna.

Sui visi di quei quattro ragazzi c’è il sorriso delle grandi occasioni, dei momenti che si ricorderanno a lungo.

Lo stesso spirito che pervade il racconto, simile all’odore della neve la mattina, lo stesso odore che i quattro avranno sentito avvicinandosi alla parete.

Bello il racconto di Gabriele, niente di epico o di tecnico, ma frasi che portano a condividere le emozioni del momento.

Proprio perché si è trattato di una salita impegnativa ma non estrema (nella concezione attuale del termine) ci risulta più facile immedesimarsi con l’autore.

C’è comunque da dire che buttarsi in una prima salita invernale su una parete non proprio dietro l’angolo e carica di neve richiede sempre un bel pelo sullo stomaco e una capacità tecnica notevole.

Magari non ci sarà da tirare delle tacchette da 5 millimetri, ma bisogna sapersi muovere su passaggi difficili e magari ingombri di neve, cosa che non è proprio alla portata di tutti (sicuramente non alla mia).

Leggendo il racconto mi sono sorpreso a fare il tifo per quei ragazzi, sperando che il racconto avesse un lieto fine, che riuscissero a salire in vetta ed a tornare senza farsi male.

Così è stato e Gabriele ha il merito di averci fatto dividere quei momenti con lui.