a “Un sogno chiamato BIANCO” di Francesco Pompoli

 

di Gabriele Villa



Dopo avere assistito alla proiezione tenuta da Francesco Pompoli e Guido Zavattini, nell'ambito dei "venerdì del CAI", sono andato a rileggermi il racconto collegato "Un sogno chiamato BIANCO".

Volevo rivedere le immagini, rileggere la cronaca essenziale che le accompagnava potendo integrarla alla luce delle descrizioni e delle sensazioni aggiunte a voce dai protagonisti nel corso della bella serata.

 

E' stato un effetto piacevole che mi ha fatto cogliere in pieno il senso dell'avventura di quei giorni e percepire la grande passione con cui è stata vissuta.

Ciò che invece non era in previsione è stata la "coda" della serata: un tuffo indietro di 52 anni raccontato direttamente dal protagonista (l'ottantenne Alessandro Gorini, Past President del CAI Ferrara, scialpinista "storico") ed accompagnato dalle immagini d'epoca trasposte in formato digitale da Franz Pompoli.

Un'ottima idea e una bella sorpresa che ha fatto toccare con mano ai numerosi presenti come lo stesso sogno della salita al Monte Bianco sia stato vissuto con uguale passione ed altrettanta intensità pur nella differenza di epoca e di mezzi tecnici impiegati nelle due diverse ascensioni.

 

Quello è stato l'aspetto veramente sorprendente della serata: quella comune passione che muove le azioni degli alpinisti (o scialpinisti che siano) e che si trasforma in emozioni talmente forti da essere percepite nitidamente anche da chi ne sente raccontare a distanza di mesi, se non di anni, come in questo caso.

 

Alla fine della serata applausi scroscianti per tutti. Pienamente meritati.