a "Una notte d'inverno" di Luigi Negri 

 

di Roberto Avanzini

 

 

Sicuramente ho gusti piuttosto difficili in fatto di racconti di questo tipo.

Sarò presuntuoso e criticone ma spesso trovo nella stesura di alcuni testi un certo compiacimento degli autori nel giocare con gli effetti delle parole o delle immagini evocate (in verità in intraigiarùn non succede mai, ma si sa che “noi” siamo bravi!).

Beh, tutto questo nel brano di Luigi Negri non c’è.

L’inizio è semplicemente perfetto, emozionante nel senso profondo della parola, e il resto del racconto scorre con una facilità proverbiale.

Leggere è lasciarsi trasportare nell’aria nevosa, in una notte che solo l’inverno può regalare, sospesi in un momento che non ha tempo.

Devo dire che darei qualcosa per saper scrivere le prime venti righe di un racconto con questa qualità di espressione.

Sono sinceramente ammirato (e anche un po’ invidioso....).