a "Civetta, un incontro in parete"

 

di Mauro Loss

 

A Cristiano, innanzitutto chiedo scusa, perché non lo conosco e mi permetto di dargli del tu e soprattutto perché al termine della lettura del suo racconto ho sorriso, ma la stranezza della situazione descritta non può non far sorridere.

Un paretone come quello del Civetta, tre cordate di amici impegnate su quell’immensa muraglia dalle molte possibilità che si ritrovano quasi spalla a spalla, senza saperlo, senza conoscere alcunché delle altrui intenzioni, mi ha fatto sorridere.

Sorridere è vero, ma anche rasserenato.

Infatti, al suo posto, dopo un attimo di smarrimento, sapendo di essere impegnato su un paretone e su un ostico itinerario, mi sarei sentito più tranquillo e un po’ più a casa.
 

Chapeau .