a "Ai piedi del Nanga Parbat"

 

di Bibì & Bibò

 



In seguito alla pubblicazione di “Ai piedi del Nanga Parbat” due degli asinelli che facevano parte della spedizione, accaniti lettori di “INTRAIGIARÙN”, (versione asiatica “ INTLAIGIALUN ") ci hanno contattato per alcune precisazioni che riteniamo di sicuro interesse. Per l’alpinismo, per la montagna, per la maggioranza ma anche per l’opposizione, per noi, per voi, ma soprattutto par la vècia ad San Martìn.

I due asinelli hanno cortesemente chiesto di mantenere l’anonimato, per non perdere anche i pochi e miseri pasti a loro concessi dalle ciurme di generosi e valorosi turisti che con pochi denari si concedono carovane di cenciosi portatori in grado di sgravarli di ogni peso, insopportabile per le loro nobili spalle.

I nostri umili asinelli, che chiameremo Bib-HI’ e Bib-HO’, affiancavano i portatori e, pur sbuffando e faticando sotto pesi orribili, non mancavano però, di annotare quanto di seguito andiamo a rendere pubblico.

   1) La foto di Hermann Buhl è stata scattata al suo risveglio, dopo che in sogno aveva avuto la visione premonitrice di Beatrice sul Nanga Parbat. Quasi come Dante, praticamente.
Solo che quello era Dante Alighieri. Lui, Dante di stomaco. Osservare la foto.

 

   2) La nostra valorosa pioniera ha asserito di avere stretto i denti. Ora, da fonti certe, siamo in grado di asserire che non si trattava dei denti. Per onestà, dobbiamo aggiungere che i giorni successivi, non furono difficili solo per lei, ma
soprattutto per quelli che la seguivano.

   3) Non sono stati resi noti i motivi per cui la combriccola non è riuscita a passare il Passo Mazeno.
In via ufficiosa pare che la causa sia stata la troppa neve. Era troppa. Ma non era neve.

   4) L’impetuoso torrente Hunza, è stato successivamente ribattezzato Str-Hunza in onore del passaggio della nostra valente alpinista.

   5) Al Campo Base Rupal (in tibetano arcaico significa “ chiavica”) ricovero di animali e di uomini, la nostra valente escursionista ha diviso il giaciglio con un lama coi vermi, il quale, trovandosela a fianco ha avuto notevoli problemi di adattamento.

   6) Rendendo religioso omaggio al SHAGRI, il luogo che, riportando le parole della nostra avventurosa “fa venire voglia di silenzio e di meditazione”, vogliamo altresì ricordare, per inciso, che noi, nel nostro piccolo, disponiamo del GHABRI, il nostro totem, che ugualmente fa venire voglia di silenzio e di meditazione. Ma solo sottovento.

   7) Superfluo, ma doveroso, ricordare che gli asinelli, miti e servizievoli, non hanno rischiato di sprofondare nella neve e di spezzarsi le gambe. Non è esatto. Al vostro sesto senso cercare di intuire dove rischiavano di sprofondare.
Il fatto poi, che la nostra impavida socia, avesse potuto sentirsi una “merdaccia”, dimostra che nonostante l’altitudine e gli sforzi di varia natura, era ancora in grado di rendersi conto della sua trasformazione che, procedendo inesorabile ormai da giorni, era giunta pressoché a completamento.

   8) Il problema dell’ancoramento della sua tenda al campo Mazeno, va analizzato correttamente.
Per capire bene le problematiche relative all’ancoramento, bisogna tener presente che le forti correnti d’aria erano interne alla tenda.

   9) Va infine rivelato che alla mattina del 12° giorno, gli uomini armati di fucile erano operai di una ditta tibetana di “espulgo pozzi neli”, devastati da dodici giorni di lavoro ininterrotto.

  10) Da tutto ciò, deduciamo che, come quelli di tutti, ma mai come in questo caso, anche i piedi di questo Nanga Parbat puzzano. Almeno da due anni.

Grazie alle informazioni avute dai nostri amici asinelli Bib-HI’ e Bib-HO’, che ringraziamo e salutiamo affettuosamente, speriamo di avere messo nella giusta luce alcuni degli aspetti della spedizione che ognuno di voi potrà eufemisticamente definire nella maniera più ovvia.

Salutiamo cordialmente Beatrice Falqui Bonilauri, immaginandola assorta, lo sguardo rapito, mentre riassapora ancora le immagini, le emozioni e purtroppo anche gli odori, che come su un rotolo volante la riportano a quella che osiamo definire proprio una bella gita !!

Vamo là !