a "Torre Piccola, ti voglio bene" di Gabriele Villa
  

di Francesco Cinti 
 

"Il passato comincia allora ad incuriosirti: è la tua vita scritta nel tempo": 53 volte sulla Torre Piccola e per 6 vie diverse, veramente tante.

Molti gli spunti di riflessione che offre questo racconto, partirei però da questa frase, che particolarmente mi ha colpito: il passato viene ripercorso ricordando una serie di episodi simbolo, che come un filo invisibile uniscono il percorso di vita del nostro autore, il libro della vita, in parte scritto su questa bella Torre.

Si incomincia dal 1975, i timori per la prima via da affrontare e la consapevolezza di stare per compiere qualcosa di importante, ricordo offuscato poi da un grido di terrore, la caduta di una ragazza, proprio durante la prima via, la sospensione di questa avventura, solo rinviata... incredibile il destino, come muove i fili dei nostri corpi-marionetta.

Ecco allora riaffiorare dal cilindro dei ricordi il ritorno, quasi un anno dopo, da capocordata e giornata coronata con gli apprezzamenti di Gino Soldà, di nuovo un susseguirsi di pensieri che rinascono prima nella "pennica legata al chiodo di vetta" e poi nell'avventura dicembrina sullo spigolo Comici battuto dal vento e dal freddo, ma in compagnia di due amici.

Si, proprio gli amici sono il motore di Gabriele, e la Torre Piccola spettatrice di tanti incontri e ricordi, una teca che racchiude il tempo trascorso insieme a loro.

Questo spirito è riassunto  proprio in queste frasi finali del racconto:

Se ho salito la Torre Piccola 53 volte, l’ho fatto con almeno altrettante persone diverse, allievi dei corsi roccia e amici soprattutto, (qualcuno di loro ha cominciato lì, con me, a fare il capocordata).
Assieme a tutti loro ho condiviso il piacere dell’arrampicata e la soddisfazione della vetta raggiunta, quella vetta che ad un certo punto non è più stata un fine, un qualcosa da raggiungere, ma un mezzo per rinsaldare quei rapporti umani e di amicizia che sono la cosa più preziosa e importante che mi ha dato l’alpinismo.
Alla Torre Piccola di Falzarego, più di ogni altra cima, debbo l’accumularsi di questa ricchezza interiore: e così ho scoperto di volerle bene
.”

Arrampicata 53 volte... a molti sembrerebbe una pazzia ripetere per così tanto tempo i medesimi itinerari, sempre gli stessi... invece inconsciamente attraverso i suoi gesti ci insegna il valore sincero dell'amicizia e per questo vero.

Ha scoperto di "volerle bene" perchè Torre Piccola diventa un mezzo per scoprire nuove persone e coltivare amicizie già consolidate, non più solo un semplice divertimento.

Tante volte è l'ambizione che muove l'uomo, un sentimento che spesso inganna o delude la persona stessa, accesa da questo fuoco che brucia per un periodo e che quando si spegne porta spesso allo sconforto.

Sentimenti più semplici riescono invece ad alimentare i nostri sogni e il nostro fare.

Concludo con un sincero grazie, perchè attraverso questo ci viene tracciato un cammino che non finisce con i monti, ma che prosegue oltre.