commento ai commenti su Alp Wars: "Lo sforzo era con noi"

 

di Leonardo Caselli

 

 

 

Ciao "Maria" Grazia.
Mi fa piacere che leggendo il mio racconto ti sia divertita e che, nonostante la convalescenza, ti abbia fatto sorridere, forse significa che tu lo hai letto con lo spirito giusto, di chi è ancora da poco tempo "nell'ambiente".


Per quanto riguarda gli scarponi, non volendo in alcun modo interferire con il tuo look da montagna, mi permetto di darti un consiglio: comprali del colore che più ti piace (i miei sono rossi). Credo che volendo andar per monti, sia più importante la qualità di quello che c'è sotto il berretto che non il colore degli scarponi.

Mi fa oltremodo piacere che tu abbia firmato il tuo commento con il nome che involontariamente ti ho affibbiato (per ricordare i nomi sono sempre stato una frana).


Mi fa piacere soprattutto il fatto di poter rispondere ad una persona e non ad "anonime" sigle.
Ma di questo, se avrai la pazienza di continuare a leggere, parlerò in seguito.

Ti ringrazio, buona convalescenza e ovviamente..... che la forza sia con te.

 


 

 

Con una celerità a dir poco sorprendente, alle ore 09.39 e 35 secondi del 10 dicembre 2008, arriva una mail.
(Il racconto è stato messo on-line alle ore 00.39 e 30 secondi dello stesso giorno).
La mail, non firmata, proveniva da un "anonimo" anche se già conosciuto indirizzo: ncc17-01@.......it
Già conosciuto perché Gabriele aveva risposto ad una sua richiesta di chiarimenti qualche tempo fa.

Senza dilungarmi troppo sul fatto che è facile fare commenti e critiche, soprattutto se negative, senza metterci un nome ed un volto (ma di "anonimato" su internet parlerò meglio poi), cercherò di rispondere al nostro ncc17-01 nella speranza che in futuro voglia svelare ai lettori di intraigiarùn la sua identità.
Come potete constatare, i commenti, anche se negativi, sono sempre ben accetti e vengono pubblicati.
 
Sul "si può fare meglio", sono perfettamente d'accordo, tutto può essere migliorato.
Prometto che il prossimo Alp Wars sarà migliore di quest'ultimo.

Sul fatto che lo si possa trovare "poco divertente", anche qui sono in parte d'accordo.
Ci sono passaggi riguardanti la pura cronaca della salita che per la tragicomicità della situazione possono indurre sicuramente qualche sorriso di divertimento, come è successo a Maria Grazia.


Altri passaggi, come si può facilmente intuire, e come anche ha spiegato Gabriele nella sua precedente risposta alla richiesta di chiarimenti, non centrano ovviamente nulla con la cronaca della salita, ma vi si inseriscono, rimarcando situazioni che, a chi le conosce, strappano un sorriso purtroppo molto amaro.


Sono d'accordo con ncc17-01: parlando di imperi (il plurale purtroppo è ormai d'obbligo e voluto), di ribelli e di sabotaggi non c'è proprio un accidente da ridere. (ed uso intenzionalmente il termine "accidente" per non turbare la sensibilità di nessuno).

E qui si arriva al "volgare".
Accipicchia, mi tocca anche su questo punto essere d'accordo con ncc17-01.

Effettivamente c'è qualche parola un po' pesante, sebbene io pensassi che questa versione del racconto fosse anche troppo soft. Se fosse stata pubblicata la prima (riservata solo a pochi eletti che poi hanno dovuto ingoiare i fogli di carta per non lasciare tracce) avrei potuto probabilmente essere denunciato per turpiloquio.
Il racconto, scritto nella sua prima versione del luglio 2006 era molto più incisivo e diretto (non solo nelle parolacce) ed ha decantato per più di due anni negli archivi della Redazione per ragioni diciamo "di Stato".


Solo dopo una decisa scrematura operata dalla "Vill" censura si è pensato alla sua pubblicazione.
Per conoscenza aggiungo che, fino ad ora, la "Vill" censura, nella sua "obsoleta" saggezza ha operato solo su di me e su Bibì&Bibò (su Bibì&Bibò, ovviamente, in collaborazione con gli Assistenti Sociali).
Comunque sia, mai come in questo caso, le parole usate, evidenziano la tragica e maleodorante situazione vissuta.

Come si può vedere sono d'accordo con ncc17-01 su un sacco di cose.
Potrebbe essere un punto di partenza.

Volete sapere cosa spero?
Spero di non dovere più scrivere Alp Wars parlando di imperi, ribelli e sabotaggi.
Vorrebbe dire che qualcosa è cambiato.

E si sa, la speranza e sempre l'ultima a morire.
Non esistono più gli inverni di una volta. (ciao Mauri)
E chi vive sperando muore .......

Un saluto da Guay Col Fum
E che lo sf.... ooops, scusate, la forza sia con voi.

P.S. Per quanto riguarda l'anonimato, le mail sono uno stano strumento, e anche se gli indirizzi sono anonimi, esse hanno la brutta abitudine di portare con sé un sacco di numerini che possono rendere inutile il tentativo di restare anonimi. Soprattutto hanno la brutta abitudine in alcuni casi, di rimbalzare di qua e di là, portando con sè un sacco di informazioni che ad un occhio attento non possono sfuggire.
Dopo avere premuto "invia", l'anonimato il più delle volte può già essere andato a farsi benedire.