a "Spigolature: intervista a Mauro Corona"

 

di Fabrizio Ardizzoni

 

 

 

Indubbiamente Mauro Corona è un personaggio "sui generis" profondamente simbiotico con i luoghi in cui è nato, vive e lavora.

 

Però, personalmente, non condivido questo suo essere "uomo contro", con tutti e su quasi tutto.

 

In particolare non condivido l'asserzione che la neve contribuisce a migliorare la razza per gli animali di montagna, facendo morire i più deboli quando ne viene tanta come in questo inizio d'inverno.

 

E l'uomo non ci deve metter naso andando ad aiutare gli esemplari in difficoltà.

 

Sono invece dell'avviso che l'uomo abbia il dovere-obbligo di porre in essere tutte le azioni possibili per la salvaguardia del patrimonio faunistico montano nel caso di eventi eccezionali, come quello di quest'anno.

 

Così come sta facendo il Corpo Forestale dello Stato, coadiuvato anche da numerosi volontari, su tutto l'arco alpino.

 

Io ho dato il mio piccolo contributo e ne vado fiero, perchè ho fatto tesoro di un'esperienza nuova che mai potrò dimenticare, operando nella mia seconda patria, l'altopiano di Asiago.

 

La catena di solidarietà che si è sviluppata ha portato a salvare numerosi animali, specialmente caprioli, i più vulnerabili, per la loro struttura, avendo difficoltà a muoversi nella neve alta e soffice (le temperature non sono state particolarmente rigide) con le loro zampe, corte ed esili.

 

Questo, checché ne dica Mauro Corona, è stato il premio più gratificante per un padùlo come me.