commento a "Vetri rotti" di Cristina Zamboni
 

di Roberto Avanzini

 

Molto bello il racconto “Vetri rotti” di Cristina Zamboni.
In tutto lo scritto vi è un efficace equilibrio tra vissuto e introspezione, equilibrio che rende la lettura scorrevole e piacevole. Entrando nel merito della questione Cristina è stata molto brava ad adottare la tecnica di opposizione stile camino, in effetti se non si riesce a risalire almeno si evita di scendere, o quantomeno si rallenta la discesa, poi il resto dipende da chi è rimasto fuori. Comunque bisogna un po’ rassegnarsi, se si va per ghiacciai può succedere e devo dire che non è per niente piacevole.

A me è accaduto tre volte, sempre legato in cordata, una completa e in alti due casi sono rimasto appeso per lo zaino, con le gambe a penzoloni nel vuoto e il busto fuori. Devo dire che quando sono caduto completamente ho avuto paura, quando son rimasto sospeso invece ho avuto …terrore! Comunque come per Cristina devo dire che il panico ti passa in fretta e rimani lucido, effetto probabilmente dell’adrenalina.

Da allora io non faccio più un metro di ghiacciaio se non sono legato e ho piantato una rogna enorme ad un corso di alpinismo, di cui non faccio il nome per pietà, in cui gli allievi venivano amabilmente fatti camminare sul ghiacciaio di rientro dal Carè Alto senza essere legati.

Se penso che per i primi dieci anni del mio alpinismo praticamente non mi sono mai legato su un ghiacciaio devo ammettere che se impiegavo la stessa fortuna al totocalcio adesso sarei milionario.

Alcuni consigli:

Uno: meglio camminare un po’ di più, ma saltare dove il crepaccio è stretto, anzi meglio non dover saltare affatto (lo so che se si è stanchi non ti passa più, però ….);

Due: non è vero che se sono saltati in tre a te andrà bene, io sono sempre caduto perché ha ceduto il ponte di neve dove erano già passati altri;

Tre: in effetti è corretto che in discesa il più esperto stia dietro;

Quattro: non so cosa sia uno sgargino (ferraresi, traducete per i trentini….), ma anche il più esperto alpinista del mondo può finire in un buco;

Cinque: Cristina continua così che sei stata bravissima, conosco gente che fa vie di 6° in montagna che nella tua situazione se la sarebbe fatta sotto.
 


Nota a cura della redazione.
Sgargino è il termine italianizzato del ferrarese sgargìn, che sta per "garzone di bottega".