a "Un alpinista all'isola di Capri" di Gabriele Villa

di Mauro Loss



..."sentirlo" il mare...

Mi hai fatto sorridere e pensare a quando ero militare in quel di Verona.
Ok Verona non è Capri e tra l'altro è ad una sola ora da casa mia ma la nebbia e il frigido dei mesi invernali e quella pianura desolata mi intristivano.

Prendevo il treno per tornare a casa e il mio sguardo tristarello si perdeva in questa pianura che sa dare e offrire anche scorci particolari ma che non riuscivano a trasmettermi serenità e piacevolezze ... poi il treno imboccava la lunga galleria di Ceraino e così come sui vagoni si accendeva la luce così si accendeva piano piano il mio viso.

Sapevo che all'uscita il paesaggio sarebbe cambiato e la valle dell'Adige, prima piatta e monocorde, mi avrebbe offerto le prime avvisaglie dei miei monti e con essi sarebbe tornato il mio sorriso.

Sai riesco a stare al mare sdraiato su un lettino a leggere senza particolari patemi, riesco a stare sulla spiaggia di Cala Goloritzè senza pensare alla sovrastante Guglia e alla mia voglia di arrampicarmici (forse questo non è proprio verissimo) ma tutto deve essere "a tempo", altrimenti la mia nostalgia cresce... cresce.