a "Zero Termico, questo sconosciuto!"

di Raffaele Ferri

"Zero Termico, questo sconosciuto!" (vedi foto allegata).
Non ha sprecato tante parole Raffaele Ferri, ma lo spunto per la nostra redazione è stato sufficiente per approfondire la conoscenza di un dato molto utile ai frequentatori della montagna.
La foto esprime visivamente il concetto, più sotto trovate la spiegazione.
 


Lo zero termico è il dato meteorologico che indica l'altitudine alla quale la temperatura nella libera atmosfera è
(o sarà, nel caso di una previsione) di zero gradi Celsius alle ore 12. Al di sopra di tale altitudine la temperatura è generalmente inferiore allo zero (tranne nei casi di inversione termica).

Il dato dello zero termico è indicato in metri di altezza sul livello del mare, ed è significativo solo se riferito ad aree geografiche ristrette, poiché la conformazione del territorio (pianeggiante o montuoso, con la presenza di laghi o ghiacciai, etc) e le condizioni meteo specifiche della zona, influiscono su di esso in maniera determinante.

Il dato dello zero termico è spesso indicato nei bollettini meteorologici, e assume particolare importanza in quelli specifici delle regioni montuose, consentendo a escursionisti e alpinisti di prendere coscienza delle condizioni della montagna. Ad esempio, l'escursionista che si appresta a salire una montagna di 3.000 metri di altitudine ed è al corrente che lo zero termico a mezzogiorno sarà alla quota di 2.600 metri, deciderà di portare nello zaino indumenti idonei ad affrontare una temperatura inferiore allo zero.

O ancora: un alpinista che si appresta a scalare una difficile parete di "misto" (ghiaccio e roccia) con attacco alla quota di 2.900 metri e uscita in cresta alla quota di 3.500 metri, potrebbe decidere di rimandare la scalata nel caso lo zero termico fosse previsto a 4.000 metri, perché aumenterebbero i pericoli oggettivi (come le scariche di sassi, le slavine e il distacco delle cornici) a seguito di un probabile scioglimento del ghiaccio e della neve nelle ore più calde.

Il dato dello zero termico è di fondamentale importanza nei bollettini nivometeorologici per poter determinare il pericolo di valanghe e il "limite delle nevicate" nel caso di precipitazioni (tale limite è collocato a 300 / 600 metri al di sotto della quota dello zero termico).

Conoscere il dato dello zero termico può risultare utile a chi è impegnato in attività sportive, quali il parapendio o il paracadutismo, nonché ai piloti di mongolfiere, alianti, deltaplani, etc.

[Testo tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera, a cura della redazione di intraigiarùn]