a "Un giorno d’agosto… sulla parete d’argento" di Mauro Loss

di Massimo Anile


Ho avuto la fortuna di leggere in anteprima questo bel racconto qualche settimana fa, eppure anche adesso, che lo ritrovo qui, non ho resistito ed ho dovuto bermelo nuovamente d'un fiato.

Come allora mi sono ritrovato con la salivazione azzerata e il cuore mode "andante con brio" e per qualche minuto sono uscito da questo corpo padano anchilosato e mi son ritrovato in sosta, col naso per aria, mentre la pioggia avanza e bagna le placche levigate e impossibili della "Sud".

Cruda ed essenziale, eppure così evocativa, la prosa di Mauro ha questo potere occulto e assassino: ti porta dove manco immagini, dove forse neppure vorresti, regalandoti sensazioni che ti scuotono l'anima come un ramo di mugo.