a "La vita in frantumi" di Massimo Anile

di Mauro Loss


Massimo è un mio amico.
Anzi direi un caro amico.
Una di quelle amicizie nate con la rete.
Una cosa che mai avrei immaginato essere possibile, in realtà a ben pensarci non è stata nemmeno l'unica.
E di questo, tra tante cose che non mi piacciono di internet, di queste amicizie "vere" gliene sarò sempre grato.

Ho letto il racconto di Massimo subito dopo l'arrivo dell'avviso usando il cellulare e facendo non poca fatica, date le contenute dimensioni dello schermo ma, che volete, un suo scritto è una rarità.
Il suo scrivere scorre veloce, i racconti si leggono quasi senza respirare e si arriva alla fine in un semplice battito di ciglia.

Il velo di profonda tristezza che, ultimamente, li caratterizza li rende malinconici ma mai noiosi e poi la vita mica è sempre gioia e felicità... anche la malinconia, il dolore e le cicatrici fanno crescere.
L'importante è riuscire a superare i momenti bui e ritrovare il sorriso e la voglia di uscire di casa, camminare, scrivere, leggere, arrampicare, andare in bici... insomma la voglia di vivere.