a "Una vita frugale", serata a Santorso di Vicenza

di Gabriele Villa


Volendo scrivere alcune considerazioni sulla serata cui abbiamo assistito giovedì 6 giugno 2013 in quel di Santorso, paese del vicentino che ogni anno organizza un ciclo di appuntamenti con personaggi di varia estrazione, ho voluto chiedere ai protagonisti alcune delle impressioni provate durante l'incontro.

A firma Maurizio e Carla, Sorgazza (quasi che il nome della malga che gestiscono fosse diventato il loro cognome) ho ricevuto alcune righe contenenti le sensazioni/emozioni provate, varie considerazioni sulle attese della vigilia dell'evento, le ansie per l'incontro pubblico, l'inaspettata partecipazione; insomma, praticamente un sintetico commento, da cui mi piace prendere alcuni spunti per approfondire qualche pensiero.

Scrivono Maurizio e Carla: "La prima considerazione è sicuramente legata alla grande inquietudine provata nei giorni antecedenti all’evento. L’idea di mettersi in gioco in veste di interpreti di un incontro così particolare era sicuramente fonte di grande ansia. L’invito gradito e prestigioso di Abe (Alberto Peruffo) aveva suscitato in me e Carla un sentimento di orgoglio per la stima dimostrata, ma prima di noi nella rassegna dei “Beni comuni” avevano parlato Carlo Petrini, Serge Latouche, Ilvo Diamanti … cavoli! Ci eravamo chiesti: ma saremo in grado di essere credibili con la nostra storia?"

Beh, l'inquietudine di Maurizio era palpabile nei momenti precedenti l'inizio della serata, e tutti i timori elencati erano più che comprensibili, anche per il fatto che non era un evento a spot ma inserito in un "ciclo" a tema e per di più ricco di presenze di rilevo che avevano preceduto e potevano suggerire (e far temere) ipotetici confronti. 
Sono rimasto invece un poco sorpreso dal dubbio insito nella domanda... saremo credibili con la nostra storia?
La storia di due cittadini che lasciano la loro città, Ferrara, lasciano il lavoro abituale, le sicurezze e le comodità di una vita urbana, per affrontare l'avventura della gestione di una ex malga trasformata in punto di ristoro.
Ma non solo... perchè decidono, fin da subito, di farne residenza stabile non solo durante la bella stagione (come era sempre stato per le gestioni precedenti) ma per tutto il tempo dell'anno, inverno compreso, con tutte le problematiche conseguenti (e a loro in gran parte sconosciute) e anche complesse, visto che la struttura si trova in montagna a una quota di 1.450 metri, al fondo di una valle nella quale la strada finisce proprio là dove si trova quel concetto di montagna che forse avevano sempre sognato. 
Beh... forse sì... è una storia poco credibile, se non fosse che erano lì proprio per raccontarla a distanza di quasi dieci anni dal suo inizio nell'aprile del 2004.

Prosegue lo scritto: "Poi poche mail con Abe e un paio di incontri per preparare il programma della serata, ci hanno incoraggiato: a dire il vero il fatto di essere al suo fianco in questa storia ci ha infuso la giusta tranquillità."

Posso affermare che Alberto Peruffo ci ha messo lo zampino nella buona riuscita della serata ma va detto che lui, oltre a essere alpinista, scrittore, editore, libraio esperto, è anche uomo di grande cultura e di spettacolo, organizzatore e regista di eventi, anche molto complessi (le opere-azioni, come lui ama chiamarle), alcuni dei quali hanno avuto un risalto che ha valicato i confini nazionali e hanno coinvolto anche noi.   

Infine, sulla serata: "Poi arrivò l'appuntamento: era bello vedere quanti amici avevano deciso di fare tutti quei chilometri per venirci ad ascoltare; la nostra storia, loro la conoscevano bene, e quindi il fatto che fossero presenti era ancora di più una testimonianza di amicizia veramente significativa."

Sì, erano (eravamo) veramente tanti e l'amicizia non è termine banale e nemmeno scontato, piuttosto la conferma di un legame "significativo", oltre che la testimonianza della condivisione di una visione di vita e di montagna che in Malga Sorgazza di Val Malene ha trovato luogo di sintesi e di intensificazione.
Oltre al nostro gruppo ferrarese, il più numeroso ovviamente, anche un gruppo di Marostica con il presidente della sezione CAI, un gruppo di cascatisti vicentini e uno sempre di Marostica, tutte persone che hanno trovato a malga Sorgazza un punto di riferimento della loro frequentazione della montagna.

Da ultimo, la conclusione: "Poi tutti gli altri: da una foto abbiamo provato a contarli … erano una settantina.
La piccola saletta era veramente gremita di facce attente e alla fine sembravano anche soddisfatte!
"

Posso dire, per precisione, che erano più di ottanta, considerando che dentro la saletta non ci sono stati tutti e qualcuno è rimasto nell'entrata dovendosi accontentare di cogliere ciò che gli ha consentito la scomodità della situazione. Noi, del resto, che siamo arrivati non perfettamente puntuali, abbiamo dovuto seguire la serata in piedi ma ciò non ci ha impedito di rimanere ugualmente soddisfatti, a conferma delle sensazioni di Maurizio e Carla.
 


Nota della redazione.
Per i lettori più recenti del nostro intraigiarùn e per tutti quelli che non hanno ancora avuto modo di conoscere e frequentare Malga Sorgazza aggiungiamo qualche link a racconti di qualcuna delle giornate che abbiamo vissuto e condiviso e di una esperienza (poco "credibile", ma assolutamente vera), vissuta da Maurizio e Carla in quasi dieci anni di permanenza tra le pieghe della Val Malene, nella zona del Tesino (Trento).

Boscaioli per amicizia 

Cronache da Malga Sorgazza

Cronache da Malga Sorgazza (Parte seconda)

Cronache da Malga Sorgazza (Parte terza)

Il nostro “Alpinismo Resistente"