a "Cinque giorni, un Corso ghiaccio, il XII del CAI Piacenza" di Gabriele Villa

di Alessandro Loschi


Direi che trovarvi giù a far colazione insieme a noi e ad augurarci buona salita con le raccomandazioni del caso è stata la lezione più importante!

Posso confermare che nei rifugi difficilmente si riesce a creare un'atmosfera così intima, con cordate che si passano letteralmente una sopra l'altra con tutti che urlano, incuranti degli altri che dormono.

Una dimostrazione, ancora una volta, che la cordata non è solo sinonimo di sicurezza in una prestazione sportiva ma che rappresenta una legame che è vivo anche al di fuori della parete.

E che l'alpinismo (come hai giustamente sottolineato evitando i nomi e le salite effettuate) non è dislivello, tempi e difficoltà ma amicizia e passione per la montagna a tutti i livelli.

E spero di poter un giorno essere anch'io pseudo-romantico!

Grazie del racconto e di tutto.
Ciao
Geo