a "La travolgente storia di Renato Casarotto"

di Francesco Pompoli


Si può parlare di montagna senza mostrarne una sola foto o filmato?
Si può rimanere svegli una sera a teatro dopo una sveglia brutale ed una galoppata lunghissima e solitaria sulle Dolomiti, con la prospettiva di risvegliarsi nuovamente prima dell’alba per una seconda sfuriata in Civetta?
E se sul palcoscenico c’è un singolo attore, con un musicista, un tavolo ed una sedia illuminata nella penombra ed una tenda sullo sfondo, in trasparenza dietro un telo semi-trasparente, come è possibile viaggiare sulle più belle montagne del mondo, dal Monte Bianco al McKinley, dal Broad Peak all’ultimo viaggio al K2?

Ebbene… non solo sono rimasto sveglio, ma sono stato travolto dallo spettacolo e dalla storia di Renato Casarotto, raccontata in "DUEAMORI, Storia di Renato Casarotto" dal bravissimo Massimo Nicoli.
Una narrazione ad atto unico di 85 minuti che non ti lascia respiro, il racconto delle avventure di Renato di un giornalista RAI di Aosta divenuto suo amico dopo la grande impresa invernale sul versante sud del Monte Bianco, quegli incredibili 15 giorni (!) di febbraio passati da solo senza rifornimenti scalando tre difficilissime vie in successione senza prima averle mai percorse, per finire la sua cavalcata sulla cima del Bianco e poi a Chamonix.

Tra racconto e citazioni lo spettacolo indaga sui pensieri e la visione di Renato Casarotto, e del suo speciale rapporto con la moglie Goretta, che sempre lo accompagnò nelle numerose avventure attendendolo al campo base.
I “DUEAMORI” del titolo sono quelli per la montagna e per Goretta, inesorabilmente intrecciati tra loro, non vissuti in competizione (come succede alla maggior parte di noi alpinisti della domenica) ma completandosi ed arricchendosi vicendevolmente.
Una storia da conoscere ed uno spettacolo assolutamente da non perdere, che mi ha intimamente coinvolto e sul quale ho rimuginato per tutta la giornata di domenica, passata tra le pieghe del Civetta, complice anche la provocazione finale di Alberto Peruffo salito sul palco a fine spettacolo per marcare la differenza tra un “primo della classe” come Reinhold Messner ed un “fuori-classe” come Renato Casarotto, del quale alcune imprese rimangono tuttora irripetute.


Lo spettacolo (tenuto a Belluno, c/o la Rassegna "Oltre le vette", sabato 4 ottobre 2014):
DUEAMORI, Storia di Renato Casarotto (estratto video: http://vimeo.com/58834812)
SPETTACOLO TEATRALE atto unico 85 minuti
di Massimo Nicoli da una scrittura di Nazareno Marinoni
consulenza al testo Gianfranco Ialongo
da una idea di Davide Torri
con musiche di Francesco Maffeis
coordinamento tecnico Diego Bergamini
oggetti di scena Mario Curnis
regia di Umberto Zanoletti
produzione: Associazione Gente di Montagna e Teatro Minimo Ardesio

Altri approfondimenti:
Una recensione di Alberto Peruffo: http://casacibernetica.wordpress.com/2013/11/26/due-amori-auditorium-di-albino-bg-storia-di-renato-casarotto/
Un riassunto delle avventure di Renato: it.wikipedia.org/wiki/Renato_Casarotto
Un profondo ritratto di Carlo Caccia: www.intraisass.it/ritratto04.htm
Una riflessione di Carlo Caccia sulla salita a Broad Peak Nord: http://www.iborderline.net/intotherocks/2010/07/applausi/