a "La conquista più difficile di Reinhold Messner" di Ivo Rabanser

di Barbara Bettazzoni


Il Sassolungo è il gruppo che più mi attrae delle Dolomiti e quest’anno mi sono fatta accompagnare da Ivo Rabanser sulla Delago al Dente del Sassolungo.
Meravigliosa dall’attacco, alla via, fino alla discesa mi sembrava di essere protagonista di un libro d’avventure.
E quando scendi giù e rimetti i piedi sul sentiero, come dice Ivo, ti rendi conto del valore delle piccole cose che trascuriamo con indifferenza nel tran-tran quotidiano. Come una semplice doccia calda o un cuscino dove poggiare la testa.

Un anno fa la guida che mi ha accompagnato per ben dodici anni, già sessantottenne, mi ha detto che se volevo alzare un po’ il mio livello lui non era più la persona giusta, e mi ha consigliato di andare con Ivo proprio perché conosce la storia di ogni chiodo piantato sulle pareti del Sassolungo.

Mi sono sentita svuotare dentro perché consideravo la mia guida invincibile, il mio eroe!!
E non ero sicura che andando con un altro avrei trovato la stessa sicurezza che mi dava lui.
Ma ho ascoltato il suo consiglio, anche perché ero già salita con Ivo proprio la prima volta che sono andata con una guida.....e ho trovato in lui la stessa sicurezza che mi dava l’altro.
Che non considero la mia ex-guida, perché sarà sempre il numero uno.
Ma Ivo mi accompagnerà dove lui non può più andare.
Tipo la via Pichl al Sassolungo che considero la "via perfetta", quella via che può considerarsi il coronamento della meravigliosa avventura iniziata dodici anni fa grazie ad un corso del CAI di Ferrara del quale avevo sentito parlare per caso in un bar di Cento.

A fine settembre Ivo Rabanser mi ha accompagnato sulla Demetz al Grande Cir, la prima cima che raggiunsi con lui dodici anni fa (per la ferrata), quando ancora non sapevo chi era e la cima sulla quale lui aprì la sua prima via ben trent'anni anni fa.

Il racconto pubblicato su Intraigiarùn l'avevo già letto nel libro di Ivo "Vie e vicende in Dolomiti".
Ma io in lui più che il grande alpinista, ci vedo una gran persona, e una cosa che mi ha colpito particolarmente è la sua passione per l'alpinismo storico, la sua capacità di coinvolgerti e farti sentire come se quando sali una via lo stessi facendo seguendo a qualche metro di distanza il primo apritore.

E' la sua modestia che mi ha colpito, quando gli ho chiesto di mettere la sua firma sul mio caschetto accanto a quella della mia prima guida, e lui mi ha detto "... Ok, ma più in basso e più piccola." !!!