a "Bivacco improvvisato o bivacco … programmato?" di Claudia Mattiauda

di Mauro Loss, Alessandra Panvini Rosati, Adelmo Benetti


Cara Claudia.
Certo che sar come "i bivacchi in parete che ti segnano per tutta la vita"!
Conta poco l'essere alpinisti, rocciatori o semplici escursionisti, il bivacco e resta un'esperienza particolare, da vivere a pieno e in pieno senza se e senza ma.
Tieniti stretti i ricordi di quei momenti passati con la tua amica lass voi da sole tra chiacchiere, partite a carte e cielo stellato perch, anche se ci potr sempre essere un altro bivacco, non sar mai come il primo.
Un abbraccio.

(Mauro Loss)



E' proprio vero, le cose apparentemente pi semplici possono diventare bellissime e straordinarie se condivise con una vera amica....!

(Alessandra Panvini Rosati)


Il racconto della Claudia Mattiauda mi ha fatto venire in mente che anch'io ho vissuto un'avventura uguale.
Il mio primo bivacco stato un casottino di lamiera con una finestra piccolina.
Ero da solo e quando scesa la sera mi venuto il magone.
Chiss cosa sarebbe successo, pensavo!
Le ombre hanno avvolto e la notte silenziosa ha regnato.
La mattina arrivata che ero tutto raggomitolato nel mio sacco, mentre stavo sognando mia mamma che mi chiamava...
Orpo!
Mo invece era proprio la sua voce che sentivo!
Diceva: "Veh, Zagor, me e t pder a turessen al cafflat...T in du vt? Stet in tl'ort? Dai, vieni in c e sra l'uss, ragazl!" (*)
Avevo dieci anni e l'avventura a gl'aveva in tl'ort!
Oh, intanto che facevo i pochi metri per andare a casa, ho anche preso la pioggia!
Vacca d'un cane, la natura selvaggia l' propi una bruta bestia, ah veh veh!
Buon Natale a tutti, anche alle giovani marmotte piemontesi...

(Adelmo Benetti)

(*) Traduzione per i non emiliani.
"Veh, Zagor, io e tuo padre prenderemmo il caffelatte... Tu dove vai? Stai nell'orto? Dai vieni in casa e chiudi l'uscio, ragazzuolo!"