a "La ciasposventolata di inizio anno al Monte Gabler" di Gabriele Villa

di Rita Vassalli
 

Mi stupisco sempre quando leggo i racconti o anche dei semplici resoconti di Gabriele.
Mi stupisce lo stile naturale in grado di generare sensazioni ed emozioni reali.

Riesce, anche in un testo come questo un po’ ironico, scanzonato ma non certo distaccato, a trasmettere e a far vedere al lettore ciò che è invisibile. Indubbiamente ha una grande capacità di osservazione, non solo di ciò che lo circonda, ma anche di quello che sta dentro di lui.

Perché solo in questo modo si possono riconoscere emozioni, cogliere particolari e sopperire con le parole per rendere partecipe il lettore che quell’avventura non l’ha vissuta o semplicemente la rivive, come nel mio caso, con occhi e spirito diversi.

Riesce a creare una sorta di intimità non solo con i personaggi, ma anche con la stessa ambientazione, che non può non essere percepita anche dal lettore più distratto.