commento al commento a "Il momento in cui l’alpinismo entra dentro di te"

di Fabrizio Goria


Caro Adelmo,

ti ringrazio per il commento.
A scanso di equivoci, lo ammetto. Sono agitato. O meglio, gaudentemente felice. Inutile nasconderlo.
Perché, potrebbe chiedersi qualcuno? Primo, perché anche io vado in montagna da quando sono nato, ma vuoi per l'una o vuoi per l'altra cosa, sono sempre e solo dovuto scendere a compromessi. E i compromessi non accontentano nessuno. Inutile girarci intorno. I compromessi sono inutili.

Ora, invece e per fortuna, dato che ho appena festeggiato il primo anniversario di matrimonio, posso godere dei piaceri della montagna senza compromessi. Dal Gran Paradiso di quando ero un bambino alle Dolomiti di ora, sai cosa è passato di mezzo nella mia vita? Troppe scelte sbagliate. Scelte che mi hanno fatto perdere tempo.
E ti assicuro che non è così piacevole perderlo, quando sei conscio che dentro c'è una insoddisfazione latente.

E sempre a scanso di equivoci, anche io ho una vita normale. Anche io faccio aperitivi, anche io esco con gli amici, anche io cerco di ricavarmi del tempo libero per le mie passioni, come l'alpinismo.
Ma, caro Adelmo, come sottolineo nel pezzo che ho scritto, ho un lavoro che mi impedisce di programmare la mia giornata in modo "normale". Gli imprevisti sono la costante, non l'eccezione.

Invece, non sono proprio d'accordo su un aspetto che hai scritto, anche se lo rispetto in tutto è per tutto.
Cito: "Io vado in montagna da sempre, mo non mi è mai venuto in mente che la mia vita, senza la montagna, potesse essere senza senso". La mia è forse una visione romantica (in senso teutonico del termine), ma così è.
Il valore che ogni singolo uomo dà alle cose è la fonte della loro grandezza.
Il valore, del tutto personale, che io attribuisco alle montagne è tale da renderle indispensabili all'interno della mia vita. Ed è un assioma, dato che è personale.

In sostanza, se leggendo le mie parole ti sono sembrato irruento ed energico, non ti preoccupare troppo.
Ti rivelo che ho trentuno anni. E ogni volta che parlo con colleghi e amici della montagna, dell'alpinismo e dell'arrampicata, loro mi guardano con la stessa energia che ho io, desiderosi di provare, sempre in sicurezza.
Se non si tramandano energia, tradizioni e voglia di tentare qualcosa di nuovo, che vita è?