a "Via Da Roit a Punta Agordo in Civetta"

di Gabriele Villa


Che bella ventata di freschezza “alpinistica” è stata per me la lettura del racconto a quattro mani di David Zappaterra e Francesco Magnanini.

Pure io, come Francesco Pompoli, leggendo il racconto sono tornato indietro di parecchi anni, quando la vita alpinistica nella Sezione di Ferrara del Club Alpino ferveva di entusiasmi.

Ci si scambiavano informazioni sulle vie “da fare” per mettere insieme esperienza e ce n’erano alcune che erano quasi “obbligatorie” per mettersi alla prova su certe difficoltà nella propria crescita alpinistica: la via Da Roit a Punta Agordo, sui Cantoni di Pelsa, in Civetta, era una di queste.

Vedere, a distanza di parecchi anni, due giovani che escono dall’ambito palestra di arrampicata per andare verso le Dolomiti, per mettersi alla prova con intenti e mentalità alpinistica, facendo i conti con i propri dubbi, ma soppesandoli e raffrontandoli alle proprie capacità ed ambizioni, riuscendo a far quadrare il cerchio con entusiasmo, razionalità, determinazione ed equilibrio, è stata davvero una piacevole ventata di freschezza.

Come non andare alla mente a oramai parecchi anni fa, per rinfrescare il ricordo di due cordate “ferraresi” sulla stessa via Da Roit, più o meno con gli stessi intenti?    

Bello rivedere due giovani che, a distanza di anni, ripercorrono quella stessa via a cercare avventura ed esperienza alpinistica, prima ancora di rincorrere i numeri di una difficoltà tecnica.