a "Via le moto dai sentieri", intervista a Vincenzo Torti, Presidente Generale CAI

di Stefano Toninel


Ciao Redazione,

da motociclista, escursionista, ciclista (su strada e in montagna) e ormai ex-alpinista degno di tal nome, ho letto con interesse la "spigolatura" da Motociclismo Fuoristrada.

Che dire... ?
Davvero senza filtri il Presidente del CAI e mi trovo d'accordo sull'incompatibilità di persone e moto su sentieri. Tuttavia, equiparare i motociclisti a una "lobby delle armi" è quantomeno di cattivo gusto e l'insinuazione di riuscire, addirittura, a influenzare il potere legislativo è ridicola.

Mi chiedo se la stessa veemenza nel rivendicare la gravità del delitto ambientale sia già stata sbandierata di fronte ai nuovi impianti a fune che regolarmente spuntano a ogni stagione invernale...
I prossimi "cattivi" chi saranno, i ciclisti in MTB?
Mi sembra che il CAI continui imperterrito in battaglie di principio, scansando discussioni ben più importanti.
Il confronto con il DAV (Club Alpino Tedesco), di cui sono socio, è imbarazzante in termini di attività, politiche giovanili e apertura al "diverso", pur stigmatizzando comportamenti eco-incompatibili, come le moto su sentieri e forestali.

Insomma, caro Presidente... stai sereno!