a "Sono nato nel 1880" di Alessandra Panvini Rosati

di Bruno Barbieri, Davide Del Curto, Claudia Mattiauda, Maria Pia Miglio, Elisabetta Manetto, Lorenzo Dotti


Bellissimo!!! Ben scritto, lo leggi tutto d'un fiato e ti senti dentro alla vicenda. Brava Alessandra.

Bruno Barbieri
 

Non sono la persona adatta o qualificata a commentare ... posso dire però che MI PIACE  MI PIACE  MI PIACE ... Per chi sa di montagna, simpatico e "utile" il richiamo a date o imprese importanti ... tenero e commovente il "filo" che lega il bisnonno, e giù giù fino alla bisnipote ... davvero "toccante", ... bello!!

Davide Del Curto


Il mio primo pensiero dopo aver letto il racconto è stato "Non posso non lasciare un commento".
Una storia triste e cruda, come ha scritto la redazione, ma anche dolce e tenera e molto commovente da strapparmi pure qualche lacrima.
Alessandra non ha conosciuto i suoi bisnonni ma è riuscita a immedesimarsi talmente bene nella loro storia che al termine della lettura mi sembra di averli conosciuti pure io. Bravissima davvero!

Claudia Mattiauda


La scrittrice unisce il suo amore per la montagna all'amore per la storia sia dei grandi eventi, che della famiglia e delle tradizioni. Stile asciutto, ma coinvolgente.

Maria Pia Miglio


Racconto commovente di un tempo passato, riscoperto attraverso un'accurata ricerca storica. Brava Alessandra.

Elisabetta Manetto


Sembra che Alessandra attraverso la genealogia sia alla ricerca di un'identità, raccontando la storia di suo bisnonno e collegandola alla sua, in particolare alla sua passione per la montagna.
L'incipit appare un po' forzato: non credo che il bisnonno conoscesse le imprese alpinistiche della sua epoca, ma poi la chiusa - con il sasso della Lavaredo sulla tomba - chiude il cerchio.

Lorenzo Dotti