a "Alpinismo di ieri e oggi" con Alessandro Gogna

 Gabriele Villa


Presso la Sala Estense, mercoledì 25 ottobre, alle ore 21:00, nell'ambito della rassegna "Inseguendo i profili", organizzata dal CAI sezione di Ferrara, Alessandro Gogna presenterà "Alpinismo di ieri e oggi".

Così lo presenta il CAI Ferrara sul suo sito internet:
"L'incontro/conferenza vuole illustrare con racconto e immagini non solo i cinquant'anni di carriera alpinistica di Alessandro Gogna, ma anche l’alpinismo in generale e la sua evoluzione negli ultimi settant'anni, con una particolare attenzione però alla montagna, vista come teatro dell’alpinismo e come elemento non più soltanto da “vincere” ma anche da proteggere. Vi sono naturalmente documentate le sue grandi imprese, quali la prima invernale alla Nord Est del Pizzo Badile (1968), la prima solitaria del Pilastro Walker sulla Nord delle Grandes Jorasses (1968), la via nuova al Naso di Z’mutt sulla nord del Cervino (1969), la via nuova sulla Sud della Marmolada di Rocca (1970), la prima ripetizione italiana della famosa via Salathè al Capitan (1978)."

Poche righe, decisamente incomplete, appena sufficienti per far intuire come Gogna sia diventato, nel tempo di poco più di un decennio, un "alpinista di fama internazionale", perché la sua attività è stata "spaventosamente" più intensa con centinaia di ascensioni sulle montagne più rappresentative di tutto l'arco alpino e anche tre spedizioni extraeuropee all'Annapurna nel 1973, al Lhotse nel 1975, allo sperone Abruzzi al K2 nel 1979.

Poi l'alpinista andò a curiosare nel mondo dell'emergente arrampicata libera, attraversando il periodo del cosiddetto "Nuovo Mattino", ma alla sua maniera. Infatti, lo troviamo come primo salitore alla Guglia di Goloritzè (Sardegna) e sulle cime di Monte Còfano, Monte Monaco, Monte Gallo, Pizzo Grotta, Rocca Busadra (Sicilia). L'ambiente non è più quello dell'alta montagna, tutt'altro, sembra l'opposto, ma le vie sono di più tiri ed esplorative di pareti nuove, non alpinistiche in senso stretto, ma nemmeno di carattere meramente "sportivo".
Non è un caso che nel 1982 esca il suo libro "Mezzogiorno di pietra" dell'editrice Zanichelli, che non era il suo primo, ma il sesto pubblicato, tra cui "Un alpinismo di ricerca" (Dall'Oglio 1975), uno dei suoi più conosciuti, con il quale si impose all'attenzione non solo come alpinista ma anche come scrittore.

Interessante una recensione alla ristampa di quel libro nel 1983 che recita così:
"La vita alpinistica di Gogna ha caratteristiche eccezionali: un’attività enorme concentrata in pochissimi anni, bruciando le tappe dai primi contatti con la montagna fino alle imprese di più alto valore, che lo hanno condotto ad essere nel ristrettissimo numero dei maggiori alpinisti di oggi. Gogna è poi uno dei pochi grandi alpinisti che sappiano maneggiare bene, oltre che corde, martelli e chiodi, anche la penna, cosi che la sua narrazione è non solo avvincente per il contenuto drammatico, ma anche divertente per la forma agile e varia. Un concentrato di esperienza umana quale quella vissuta dal Gogna non poteva non lasciare un profondo segno nel suo sensibile animo giovanile e non tradursi in una concezione personale dell’alpinismo: è questa per l’autore la parte più importante del suo libro che affida alla riflessione del lettore più provveduto."

Oggi, Alessandro Gogna, girata la boa dei settant'anni, è figura poliedrica nel panorama alpinistico, di cui è stato uno dei più importanti interpreti, diventando poi tanto altro, al punto che, se andiamo a leggere la sua biografia su Wikipedia, possiamo tranquillamente affermare che gli "va stretta":
"Partito dalle pareti delle Alpi Liguri e delle Dolomiti, passando per le montagne di tutto il mondo e scalando in tutti gli ambienti, è autore di numerose prime ascensioni nelle Alpi e negli Appennini. È stato fondatore di Mountain Wilderness, di cui è tra i garanti. Gogna è autore di conferenze, articoli e libri sul tema della montagna e dell'alpinismo. Ha vinto il Premio Bancarella Sport. Ha ideato iniziative ambientali, come Marmolada Pulita, Free K2, Proteggi il Bianco, Aquila Verde, Save the Glaciers, Levissima forEverest, Bonifica CAI del Ghiacciaio del Baltoro."

Beh, ci sarebbe da aggiungere, quantomeno, che è anche Guida Alpina, che è stato ed è tuttora editore, oltre che scrittore, che ha fondato e gestisce il seguitissimo GognaBlog, che è un brillante e preparato storico dell'alpinismo, opinion-maker sulle problematiche turistico-ambientali della montagna, apprezzato conferenziere su vari temi legati all'alpinismo e non solo, ancora un arrampicatore in attività e in ottima forma. E forse altro ancora...

Ho avuto l'occasione di conoscerlo di persona nel 2011 presso l'albergo La Baita di Andraz in un (per me) fortunato doppio incontro con Olindo De Biasio che, ho poi saputo, è stato suo compagno al corso per guida alpina.
Avrei voluto fargli un sacco di domande, ma non mi frammisi tra i due che si rivedevano dopo tanto tempo.
Così spero proprio che mercoledì 25 ottobre, in attesa della conferenza "Alpinismo di ieri e oggi", ci sia il tempo per fare uscire quelle due o tre domande che allora mi rimasero sulla punta della lingua. 

Agosto 2011, alla Baita di Andraz con Alessandro Gogna e Olindo De Biasio