al commento della serata "La montagna di Ilio"

di Fabrizio Ardizzoni


Bravo Gabri, bel resoconto di una serata cui avrei voluto partecipare se quel maledetto adorato altopiano non me lo avesse impedito. Con le tue parole mi hai comunque reso partecipe dell'evento.

Ho conosciuto Ilio al rifugio VII Alpini alla Schiara nel settembre 2013, pochi mesi prima della tragica scomparsa.
Correva l'anno delle "150 Cime" e questa amata montagna non poteva mancare. Ilio arriv˛ al rifugio a tarda ora sotto il diluvio, con due amici. Io ero con Alberto e Francesco. A cena fraternizzammo subito e il personaggio mi impression˛ talmente che al rientro a Ferrara scrissi di getto un articolo.

Il giorno dopo salimmo in cima, noi per la Zacchi, loro per la Sperti. Poi tutta la lunga ed estenuante discesa assieme fino al Bianchet e alla Stanga, offrendoci da bere in entrambi i casi.

Qui ci salutammo, con la promessa che avrei contraccambiato la sua cortesia e disponibilitÓ, portandogli a Cencenighe una salama da sugo ferrarese. Ma quel proposito, per un turpe destino, non ebbe mai seguito.