a "A me basta somigliare al più misero dei portatori nepalesi (Paolo Rumiz)"

di Mauro Loss


Stuzzicato e non poco, dal commento di Danila Avesani ho riletto la spigolatura di Paolo Rumiz.

Lo ammetto, la prima lettura non mi aveva lasciato un granché.
L’unico commento che mi aveva strappato era dovuto all’ultima frase “Basta con i superuomini. A me basta somigliare solo al più misero dei portatori nepalesi.”
Una frase con cui concordo a pieno.
Questi super uomini non mi piacciono e nemmeno le loro salite mi lasciano qualcosa se non il fatto di essere delle vere e proprie imprese fisico-atletiche.
Ma il voler somigliare ad un umile portatore, alla fine, non fa solo il loro gioco?
I super uomini ci possono essere solamente perché esistono e si trovano gli umili portatori. O no?

La rilettura, invece, mi ha portato a fare un’altra considerazione.
Il superamento del limite non lo ritengo di per sé un fatto negativo.
Se nessuno lo cercasse e provasse a superarlo, si badi bene il proprio limite non quello indicato o stabilito da altri, nulla sarebbe stato migliorato e lo stesso Rumiz lo dice “… ho aperto vie estreme …” che altro non significa che ha cercato, trovato e superato, assieme ai suoi compagni, il suo limite.
Certo se questo desiderio di superare il limite lo leghiamo alle spedizioni commerciali o meno concordo con Paolo Rumiz l’unico effetto sarà quello di portare solo immondizia, poca riconoscenza per la popolazione, un impoverimento del territorio e pure un alpinismo ridotto ad un mordi e fuggi, considerando anche le ultime tendenze che prevedono l’acclimatamento fatto con la tenda iperbarica nel soggiorno di casa e poi via di corsa alla conquista…

Pur non seguendo assiduamente le vicende himalaiane sono fiducioso.
Ho la speranza che pian piano le cose cambieranno e, infatti, ci sono alpinisti sempre più sensibili che non considerano la montagna una semplice terra di conquista o di mero accrescimento del proprio ego personale.
Certo le spedizioni con i loro carrozzoni, con il loro "tutto è dovuto-basta pagare", resteranno sempre, a meno che tutti coloro, con l’interesse a che queste spedizioni continuino ad esserci… (leggi governi locali)… non inizino a chiedere maggior rispetto per il proprio territorio e la propria popolazione.

In conclusione ben vengano i limiti e il cercare di superarli purché il limite sia “mio” e non quello di altri ed a patto che serva a me per farmi stare meglio e non a cercare un record che resterebbe fine a se stesso e probabilmente mi costringerebbe a rischiare più del dovuto.