a "A me basta somigliare al pił misero dei portatori nepalesi (Paolo Rumiz)"

di Angelo Bolognesi


In merito all'articolo di Rumiz proposto da un attento lettore, ed ai commenti che ne sono seguiti, vorrei riportare l'attenzione su “umiltą” e “rispetto”, sostantivi che, non a caso, il giornalista ha pensato bene di inserire nel suo articolo.

Umiltą nei limiti che si deve porre l'alpinismo (e non solo) e rispetto per l'ambiente in generale e la montagna nel caso specifico. Mi pare essere questo il senso della sua affermazione di voler somigliare solo al pił misero dei portatori nepalesi.

Le immagini che si ripetono a sfinimento su siti e social vari e che ritraggono umani festanti in vetta a qualche montagna, agitando le mani con le dita a V, sono ormai parodistiche e si commentano da sole.
Ma quanti tra i frequentatori della montagna a vario titolo, antepongono umiltą e rispetto alla difesa dei propri comodi e alla realizzazione dei propri desideri di divertimento e di svago, indipendentemente da altre e pił alte ragioni?