Sulle ali del vento dal Passo Brocon fin sul monte Coppolo

di Gabriele Villa

foto di Chiara Tivelli, Gabriele Villa, Alessandro Zerbini


Stavamo lavorando dal mattino, lì alla Malga Sorgazza, quando vedemmo arrivare il gruppetto variamente colorato.
Per noi erano le ultime fatiche del Boscaiolo Days, il fine settimana che dedichiamo a rimpinguare la provvista di legna per l'inverno al nostro amico Maurizio, per loro erano gli ultimi passi di una escursione che li aveva portati fino su a Forcella Magna: noi sorpresi di vedere loro e loro probabilmente stupidi di vedere noi proprio lì, e per giunta a fare legna; un fortuito incontro tra ferraresi in terra trentina.

Qualche battuta scherzosa e, mescolato a queste, un accenno magari non troppo convinto, a una prossima escursione da fare insieme. Cose che si dicono, senza prendere reciproci impegni precisi, anche perchè è già caduta la neve in montagna e il freddo comincia a mordere. Chissà... poi magari... invece....

Un tentativo di accordo per una gitarella da svolgere la domenica seguente finisce in un nulla di fatto, ma va meglio la settimana dopo quando, mi arriva una e-mail di Alessandro composta da due righe: "Ciao Gabriele questa domenica saresti libero per un giro in montagna? Al momento Paolo e Chiara sarebbero disponibili."
Rispondo di sì e penso ad una proposta che sia "stimolante" e non troppo lontana da Ferrara in modo da poterla effettuare in giornata, senza doversi caricare delle solite sette ore di viaggio in auto per andare e tornare.
Il monte Coppolo mi sembra proprio adatto per questi ragazzi che hanno già partecipato ai corsi di escursionismo della Sezione e hanno la gamba svelta e il passo sicuro.
Avevo solo sottovalutato il significato di quel "al momento" del mercoledì, ma l'ho poi capito subito la domenica mattina "al momento" della partenza, perchè eravamo in dieci (ma solo perchè in tre avevano dovuto rinunciare).
Il tam tam evidentemente aveva funzionato, però il gruppo non pare omogeneo e la proposta del monte Coppolo fino alla vetta di mezzo probabilmente potrebbe risultare fuori portata ma non mi pare un problema né per me e nemmeno per gli altri, per cui si arriva al passo Brocon e ci si prepara, poi si vedrà in corso d'opera.
La mattinata è bella, e lo appare ancora di più dopo essere partiti da Ferrara con la nebbia e avere temuto che la giornata stesse virando verso il brutto; arriva pure il sole a rallegrare gli animi e il rialzo termico dei giorni scorsi rende il clima fine ottobrino quasi gradevole.
Foto di gruppo e poi si parte per la strada asfaltata di malga Arpaco in un chiacchierare fitto che mette allegria.
Più in alto, quando è visibile la sagoma allungata del monte Coppolo, indico la nostra meta dicendo che "andremo là sulla cima di destra e poi vedremo il da farsi" e la risposta è un "va bene" tranquillo e carico di attese.
C'è anche chi ha fatto qualche ricerca su internet, ma non si trova gran chè sul monte Coppolo che è la montagna di Lamon, paese altrimenti conosciuto come la "capitale del fagiolo".

[Il Coppolo è ben visibile a sud del passo Brocon. La montagna è apparentemente a portata di mano senza difficoltà. Dal passo seguire la stradina asfaltata che si dirama verso sud in direzione della malga Arpaco. Dopo la malga si prosegue lungo l'ampio crinale prativo salendo un po' più ripidamente sull'ampio colmo erboso della dorsale. Con una rampa più decisa si guadagna una balconata erbosa affacciata sul versante di Valnuvola e San Donato (Lamon) ed inizia il tratto un po' più impegnativo, ma senza difficoltà tecniche, che conduce alla piramidale cima non molto lontana. Si percorre la cresta molto aerea, con alcuni tratti rocciosi, sopra impressionanti valloni da ambo le parti ed infine per una ripida rampa erbosa la traccia di sentierino rimonta la bellissima cima ed un panorama davvero straordinario dovuto alla strategica posizione del Coppolo, isolato e solitario tra piattaforma prealpina e Dolomiti-Lagorai.
Per raggiungere la cima Est, (Cros d'Archil) anche questa caratterizzata da una croce di vetta e di pochi metri più bassa della cima principale, si percorre lungamente la cresta rocciosa per un sentierino evidentemente non molto frequentato, con alcuni saliscendi e recuperando la traccia di sentiero che sale dal versante di Lamon
.]

Sul crinale prativo ci attende un vento teso che soffia di lato e sembra volere spingerci via.
Solo nel breve tratto tra gli abeti possiamo stare riparati e si avverte una piacevole sensazione di tepore, poi si torna in campo aperto e il sentiero si fa più ripido per condurci all'inizio della cresta aerea.
Il paesaggio è decisamente autunnale e sullo sfondo campeggiano le Pale di San Martino e le vette Feltrine, mentre la coda di capelli e il ricciolo sulla fronte di Chiara sembrano volere sfidare la forza di gravità.  
Iniziamo a percorrere la cresta e qui bisogna subito cambiare tipo di attenzione perchè si passa dalla difficoltà T turistica) a quella E (escursionisti) poi, ancora più avanti, diventerà EE (escursionisti esperti).
Chissà, che sia per questi motivi che questo tratto di escursione è il meno documentato fotograficamente?
Però sull'ultimo pendio che porta alla vetta ci si rilassa, ci si ferma anche a parlare e, nonostante il vento freddo che imperversa, ecco saltare fuori il logo delle 150 cime per i 150 anni del CAI e, anche se questa del Coppolo è già stata salita e archiviata, chissenefrega, vai con l'autoscatto a documentare il momento "più alto" della giornata.

Dalla vetta principale del Coppolo si vede bene la cima di mezzo e anche, sullo sfondo, la cima Est (Cros d'Archil) che si possono raggiungere entrambe con un sentiero esposto da percorrere con attenzione e piede sicuro e, anche se il tempo non è affatto in miglioramento, si decide di andare "a vedere" almeno fino alla cima di mezzo.

Il sentiero non è segnalato e presenta alcuni tratti su roccette che richiedono anche l'uso delle mani per migliorare l'equilibrio: a termine di manuale dovrebbe essere il "primo" grado della scala delle difficoltà alpinistiche.
La velocità del gruppo cala notevolmente ma è bello vedere che i primi davanti rallentano spontaneamente ad attendere e tra quelli che sono dietro scattano delle istintive e spontanee forme di vicinanza e di aiuto.
Poi ci si ricongiunge e si sente dire, "Ma qui non si mangia mai? E' l'una e un quarto.
Neanche a farlo apposta eravamo in un punto abbastanza riparato da una quinta di roccia, una sala da pranzo praticamente perfetta e così, detto fatto, eccoci in pausa pranzo.

Si riparte e il sentiero ora è un poco migliorato sicché arriviamo prestamente sul filo di cresta, proprio dove il sentiero scende per alcuni metri di roccette sul lato opposto (quello di Lamon).
Facciamo una botta di conti, valutando il nostro passo, la distanza che rimane dalla cima di mezzo e tenuto conto che l'abbandono dell'ora legale (proprio nel corso della notte) ci ha "fregato" un'ora di luce.
Non ultimo, le previsioni meteorologiche mettevano peggioramento nel pomeriggio con probabili piogge, la qual cosa renderebbe ancora più insidioso il sentiero di ritorno e questa considerazione ci fa invertire il senso di marcia.
Un'ultima foto nel punto massimo raggiunto poi si ritorna sui nostri passi.

Nessuno ha fretta ma l'andatura è più sostenuta segno evidente che la "confidenza" con questo tipo di terreno accidentato e discontinuo è aumentata, peccato solo che vento, umidità e nuvole continuino ad insistere.
Oramai abbiamo tutti il berretto, i guanti (io che li ho dimenticati a casa li ho a prestito da Chiara), le giacche.

Scendere dalla dorsale erbosa è un'autentica passeggiata, nonostante il freddo, peccato che i panorami oramai siano un ricordo della mattina: sembra di essere partiti a metà settembre ed essere ritornati a metà novembre.
Però la giornata ce la siamo goduta e una stretta di mano "collettiva" sancisce la generale soddisfazione per la bella giornata di escursione che ora si potrà concludere al ristorante del Passo tra panini con la soppressa, con formaggio e speck, birre e vino rosso.
Quasi tutti mi ringraziano per la meta e il percorso che ho proposto e che hanno apprezzato, divertendosi.
Ovviamente tutto ciò fa piacere e gratifica ma devo dire che la soddisfazione più grande è arrivata a casa, quando ho scaricato le foto dalla digitale al computer: beh, i sorrisi sui volti in quella foto di gruppo, scattata a fine escursione, erano davvero la più gradita delle ricompense.

In piedi, da sinistra: Stefania, Chiara, Cristina, Antonio, Rita. Nella fila davanti, da sinistra: Alessandro, Paolo, Fabiola, Andrea.


Gabriele Villa

Sulle ali del vento dal Passo Brocon fin sul monte Coppolo
Ferrara, 29 ottobre 2013