Il gruppo "Amici-di-Corda" in missione semiseria alla parete dei Tessari

di Gabriele Villa



Chi ben comincia è a metà dell'opera ...
Fin quasi alla fine della Transpolesana era andato tutto bene: chi era partito da Rovigo, chi era partito da Ferrara sul far dell’alba con la classica nebbia e, chi per via autostrada e chi per via Stienta/Canda, era arrivato all’Isola Rizza, il grill che avrebbe sancito l’inizio della missione con il profumo del caffè e le prime chiacchiere in allegria.

C’era da raggiungere il luogo della missione, ma … niente paura, oggi c’è la tecnologia che viene in aiuto.
Una volta, qualche anno fa, si chiedeva a chi lo sapeva, "dove andiamo oggi?", adesso si imposta il navigatore e, si sa,  … chi meglio di quello può portarti con precisione sul luogo desiderato.
Basta fornirgli il nome della destinazione, ed è presto fatto: “Tessari – Marmitta Gemella”.
Per chi non lo sapesse, Tessari è una borgata all’inizio della Valle dell’Adige ed è quindi una località, mentre Marmitta Gemella è il nome di una via di arrampicata che si trova sulla parete sopra la borgata e, ovviamente, non ha alcun significato topografico per il navigatore.
Sicché anche le strumentazioni più moderne hanno i loro punti deboli se non gli si forniscono informazioni precise, e il display del navigatore si illuminò e digitò la risposta: “Sui Tessari ho dei dubbi, ma su Marmitta Gemella so tutto, vai verso nord e punta sull'uscita autostradale di Affi”.
Il viaggio dunque riprese e chi non aveva il navigatore, ma conosceva la strada, arrivò sul luogo per primo.
L’uscita autostradale di Affi di solito è molto trafficata, anche di domenica, perchè tutti hanno fretta di andare a divertirsi, se ti fermi con l'auto ad aspettare gli altri che sono rimasti dietro, ti suonano col clacson, e se non ti togli in fretta inveiscono subito a gesti o a male parole.
E’ un attimo allora che la grande rotatoria inghiottisca un'auto del gruppo, confondendo le idee con le sue molteplici uscite tentacolari, ed è un momento perdersi di vista, fare due giri di rotatoria e ritrovarsi con l’auto che imbocca il rientro nell’autostrada dalla quale si è appena usciti.
Per fortuna c’è il cellulare, ma … qual è il numero dell'amico?
Niente paura, oggi c’è Wathsapp ed è un attimo ristabilire il contatto.
Fai retromarcia e imbocca la strada per Trento – Brentino”. - suggerisce l'amico.
Da qui non riesco a fare retromarcia, sono obbligato a rientrare in autostrada.”
Per fortuna c’è il navigatore, basta reimpostarlo sulla nuova direzione.
"Com'era il nome dell'uscita? Ah sì, Ala – Affi". - presto fatto.
E via veloci, il navigatore dice che mancano solo venti chilometri, cosa vuoi che sia?
Dopo dieci chilometri il navigatore illumina il display: “Devi tornare indietro di dieci chilometri.”
Ma come? Momenti di panico, tanto più che in autostrada mica si può fare inversione di marcia!
Seguono telefonate convulse, anche con chi è già ai Tessari e sta aspettando; seguono scambi di informazioni concitate, pare che il navigatore sia impostato male, finché … si scopre l’arcano.
Il navigatore è in panico perché l'uscita autostradale Ala – Affi non esiste, ci sono due uscite distinte,  o Ala – Avio, oppure Affi – Lago di Garda.
Oramai però il bandolo della matassa è stato individuato e la soluzione è a portata di mano.
Esci ad Ala - Avio, poi rientri in autostrada e vai ad Affi – Lago di Garda e lì un’auto ti aspetterà per accompagnarti ai Tessari”.

Tutto è bene quel che finisce bene e così, sul far delle dieci, dopo essere partiti da Ferrara alle 6:30, ecco il gruppo ritrovarsi compatto e pronto per affrontare la missione della giornata, cioè arrampicare e divertirsi.
Le peripezie del mattino sono lasciate alle spalle e, comunque, la soluzione del problema la suggerisce Lorenzo:
La prossima volta ci leghiamo in cordata subito, alla partenza da Ferrara”.


Antefatti, fatti e misfatti ...
Quando, nel dicembre del 2014, terminammo di sistemare il tracciato della via Marmitta Gemella, ricavato con un improbo lavoro di seghetto per liberare le rocce dalla vegetazione, pensai a quanto sarebbe stato bello quando avrei accompagnato qualche amico a ripeterne il percorso. Poi nell'aprile 2015 si aggiunse una seconda via, Intra il Marmitt, e a giungo 2015 il trittico si completò con la realizzazione della via Cenerentolina.

Quella mattina, quel mio pensiero del dicembre 2014 si stava realizzando nel migliore dei modi: ero lì con gli "Amici-di-Corda, un gruppo formatosi di recente, spontaneamente, ed eravamo in tredici ad affollare la cengetta di partenza delle tre vie. Ci saremmo disposti in cinque cordate che avrebbero salito in parallelo le tre vie per ritrovarsi sul prato terminale e scendere insieme.

Qualcuno si è conosciuto lì, quella stessa mattina, altri sono conoscenze fatte alla palestra di arrampicata, qualcuno è stato allievo di vecchi corsi sezionali di escursionismo o di più recenti corsi di alpinismo e roccia, altri ancora arrivano dall'arrampicata sportiva: denominatore comune la voglia di arrampicare, e per qualcuno anche solo di provarci, magari per vedere la differenza che c'è con i percorsi delle vie ferrate fatte finora.
Si respira entusiasmo, anche un po' di timore da parte di qualcuno che deve capire meglio come "funziona", mettere a punto gli accordi tra chi farà il capocordata e chi dovrà preoccuparsi di fare assicurazione con la corda.

Poi le cordate vanno verso l'alto, sul primo tiro di corda le difficoltà sono contenute, nessuno perde il sorriso per la tensione della scalata: anche le soste sono comode, ci si vede e ci si saluta attraverso la scarna vegetazione.

Poi la parete diventa più ripida, la verticalità richiede più attenzione nei movimenti, a volte tra le aperture nella vegetazione si può vedere a che punto sono gli altri e si può scambiare qualche battuta.
 

Il meteo è decisamente ottimo perchè non tira vento e non fa nemmeno troppo caldo.
Con la scusa di una foto riesco finalmente a vedere una spaccata e poi continuiamo verso la fine della scalata.   
Sulla parete finale le cordate si affiancano, oramai mancano poche decine di metri al prato sommitale.

Più sotto si vede il mitico Obelix alla sosta, lui non è mai mancato una volta in tanti anni, ogni volta che c'é stata l'occasione di accompagnare qualcuno ad arrampicare. Lui è un generoso dalla passione genuina.
Le ultime fasi di scalata e l'uscita in vetta sono filmate, perchè abbiamo anche il regista nel gruppo, Lorenzo, che non a caso ha due occhiali in perfetto stile Lina Wertmuller, regista di svariati capolavori cinematografici.

Ci prendiamo una mezzoretta per mangiare qualcosa perchè durante la scalata nessuno ci ha pensato.
Poi si scende per sentiero e si torna ad imboccare la traccia che passa sotto l'intera parete dei Tessari e conduce dove di recente sono state realizzate due vie faciline e ben attrezzate che fanno proprio al caso nostro.
Affiora anche un poco di stanchezza e qualcuno si lamenta che le scarpette cominciano a fare male ai piedi.
Le cordate rimangono immutate e in circa due ore salgono anche queste due vie con difficoltà di secondo e terzo grado e solo un paio di passaggi un poco più difficili che rasentano il quarto grado.

A dire il vero le difficoltà erano conosciute solo da pochi tra i capicordata, mentre gli altri erano concentrati solo sulle manovre di corda da imparare; conoscere i gradi di difficoltà era l'ultimo dei pensieri.
Del resto era proprio questa la "missione" della giornata: capire e imparare i movimenti della cordata.
Alla fine delle rocce, restano da percorrere solamente una ventina di metri nel bosco di lecci ed ecco di nuovo il sentiero che riporterà tutto il gruppo al prato dove sono parcheggiate le auto.

Troviamo anche un amico di Verona, Eugenio, che ci scatta la foto di gruppo; facce soddisfatte perchè ognuno ha vissuto la sua piccola avventura, consapevole anche che questo potrebbe essere stato solo l'inizio.
Il futuro del gruppo dipenderà solo da noi, dalla nostra passione, ciascuno per quel che potrà e vorrà fare.

Gabriele Villa
Il gruppo "Amici-di-Corda" in missione semiseria alla parete dei Tessari
Domenica 3 aprile 2016