Il gruppo "Amici-di-Corda" alla (ri)scoperta dei Sassi

di Gabriele Villa


Sulle ali dell'entusiasmo per la bella uscita ai Tessari, si voleva puntare ad una via di confine tra escursionismo impegnativo e alpinismo facile e niente di meglio della via del 92° Congresso SAT a Monte Baone di Arco di Trento si sarebbe potuta prestare allo scopo e durante la settimana era parso che potesse andare come negli auspici, salvo la virata al brutto del meteo verso l'arrivo del fine settimana.
A malincuore, inutile negarlo, avevamo cambiato programma nella giornata di sabato: destinazione Colli Euganei, ai Sassi di Castelnuovo, per alcuni di noi luogo di piacevoli ricordi, per altri del gruppo una novità quasi assoluta.
Ci si poteva aspettare qualche defezione, visto il cambio di destinazione?
Il timore, sotto sotto, un po' c'era e ... sarebbe stato un peccato.
E invece, alla fine, eravamo in venti ... sedici partiti da Ferrara, tre aggregati a Villamarzana e uno arrivato direttamente in autonomia, dovendo rientrare per impegni di lavoro nel pomeriggio.

Era da un bel po' di tempo che non si andava via in un gruppo così numeroso e già quella è stata un'emozione, poi ci siamo organizzati e la giornata ha preso l'abbrivio in un'atmosfera di spontanea collaborazione.
Obelix ha posizionato la corda fissa per salire e scendere dal Sasso 1, Gabriele ha predisposto un paio di calate a corda doppia, qualcuno ha ingannato l'attesa facendo un po' di potatura, qualche altro si è messo a piantare chiodi e pare fosse un collaudo, in quanto erano auto costruiti, altri hanno guardato cosa stava succedendo intorno.

Così la mattina è volata tra percorsi sulle corde fisse posizionate su Sasso 1 e il Sasso 2, sulle corde doppie giù dalla Magilla e dal terrazzino a fianco, sulle brevi arrampicate più facili dei due Sassi più grandi.

Nello spazio di pochi metri si può passare dal percorso facile con roccia lavorata, a placche impegnative sulle quali solo poche rugosità aiutano a progredire ed è bello poter vedere tutti chi sulle une e chi sulle altre.
La vegetazione intorno ai Sassi è formata da qualche castagno, ma soprattutto da robinie e naturalmente non mancano i rovi e il muschio che, nelle zone in ombra arriva a costituire dei veri e propri tappeti verdi.

Tenere pulito un luogo del genere richiede quindi un sistematico lavoro primaverile che è sempre stato fatto negli anni in cui questa era la palestra dei corsi alpinismo della sezione del CAI Ferrara e che è andato rallentando negli anni successivi, fino a che è stato utilizzato dai corsi di escursionismo per le parti basali che si adattano a far provare agli allievi i movimenti su roccette e piccoli risalti rocciosi su cui è necessario usare anche le mani.
In conseguenza, su vari tratti rocciosi (soprattutto nei camini e nelle fessure) i rovi hanno ripreso possesso degli spazi e alcune salite sono state abbandonate dai pochi frequentatori che ancora vanno su queste rocce.
E' stato quindi molto bello vedere che qualcuno dei più giovani, attratto dalla interessante linea di salita, si sia calato dall'alto per fare una potatura sistematica per poi poter scalare il tratto in arrampicata.

Mentre Obelix approfitta subito del camino appena ripulito, Francesco gli fa sicura ignaro di ciò che lo aspetta sul passaggio iniziale e Nicola si gode l'ennesima corda doppia, l'eclettico Giovanni passa dal seghetto con cui ha ripulito il camino al fornello a gas con cui prepara da mangiare, con la meraviglia dei più.
Chi se lo aspettava che uno degli arrampicatori più atletici del gruppo indulgesse così platealmente alle tentazioni della buona cucina? E invece no perchè, dopo avere visto le "dosi" ciclopiche dei cibi in preparazione, tutti hanno compreso che, senza avere detto nulla a nessuno, stava preparando il pranzo per tutti.

Terminata la cottura ecco allora iniziare un composto, ma insistente pellegrinaggio dei più verso la "cucina da campo" per l'assaggio dei fagioli con salsiccia e cipolla e di un secondo a base di polenta e formaggio, accompagnati da un rosso corposo della cui bottiglia ben presto si vide il fondo.
Alla successiva dichiarazione di Giovanni, "se volete posso fare anche il caffè", si valutò che non sarebbe stato "etico" e non in linea con la lotta con l'alpe cui il gruppo si ispirava, così si tornò ad arrampicare.
Nel frattempo qualcuno aveva iniziato a rientrare verso casa e altri avevano tolto l'imbragatura, ma la proposta di arrampicare solleticò tutti e così il giro riprese, alla ricerca delle salite più invitanti e caratteristiche dei Sassi.    

Non poteva certo mancare la Soft Climb, uno dei più bei tiri di corda presenti sui Sassi.

E nemmeno il breve strapiombo del camino del Sasso 2, fatto con tecniche diverse.

C'è chi è andato a trovare passaggi nascosti, come il camino bloccato da fare in opposizione schiena piedi.
O ancora ha pulito dai rovi la fessura della "serpe fuggente", che oramai da tempo non accoglieva salitori con il suo abbraccio "grattugioso" che, una volta provato, non si può più dimenticare.
Altri ancora sono rimasti a terra, andando a provare passaggi di arrampicata caratteristici qua e là.

Una giornata intensa, insomma, che dopo la brulicante operosità "verticale" del mattino, si è conclusa a pomeriggio quasi terminato sotto il pergolato di un locale di Cinto Euganeo, oramai sulla via del ritorno verso Ferrara.

Peccato non essere presenti tutti, essendo stato il rientro scaglionato in base ai diversi impegni (anche di lavoro) di ciascuno. Il brindisi però ha accomunato tutti quelli del gruppo: "Alla salute degli Amici-di-Corda!".

Gabriele Villa
Il gruppo "Amici-di-Corda" alla (ri)scoperta dei Sassi
Sassi di Castelnuovo (Colli Euganei), domenica 17 aprile 2016


Le maggior parte delle fotografie che accompagna il testo è di Gabriele Villa, con il contributo di Nicola Sandonati Piffanelli, Chiara Tivelli, Rita Vassalli, David Zappaterra.