Intraigiarun NEWS   Periodico (occasionale) di informazione alpinistica… e altro - 22 giugno 2001 - n°1

I protagonisti:

Gabriele Villa - all'anagrafe mezzo secolo ( e passa!!) ma portati alla grande: leader storico del gruppo. Dal alcuni soprannominato "l'obsoleto" oppure più genericamente "il capo", pratica alpinismo dalla notte dei tempi e ricopre la carica di vice-presidente della locale sezione C.A.I.
Istruttore di alpinismo ( e di vita): lui la "patacca" c'è l'ha cucita sul cuore e non solo sulla giacca!

Maurizio Caleffi - uno "splendido quarantaduenne"
Malato di neve e ghiaccio tanto da meritarsi il soprannome di "MaurICE" oppure "S'ciavaneis" (dal ladino "schiavo della neve"). Impiegato suo malgrado ma con la montagna nel cuore. Si dice che sia come la carta moschicida: chi gli gira attorno prima o poi gli rimane attaccato: aiuto istruttore (o meglio dire titolato mai compiuto!) pratica alpinismo da quattordici anni anche se lui dice che l'ha sempre fatto fin da quando era in fasce.

Alberto Gambetti - rappresentante di una nota marca di cioccolata ( …"no sfizzzero!!"). Vittima della carta moschicida di MaurICE complice una cascata di ghiaccio di troppo e un corso ghiaccio. Bigamo pentito: legato sia con Luciano "Balugani" che con la paziente e comprensiva Sonia ( meglio quest'ultima!!). Determinato e deciso ad affrontare ogni condizione climatica avversa pur di testare i materiali ( dice lui!!).

Francesco Pompoli - detto la "bestia" o "piragna". Fiato e gambe da vendere, instancabile in salita e insaziabile di montagna. E' il più giovane del gruppo. Laureato in ingegneria e "zingaro" di spirito. Membro di spicco del gruppo dei "picchiatelli" ( ovvero allievo di uno degli ultimi corsi C.A.I.). Sostenitore del "Taricone fans club" ma se ha davanti una bella ragazza e una montagna… non ci sono dubbi: guarda quest'ultima e se possiede carta e matita la disegna!!

Alpinisti ferraresi in azione sul

Gran Paradiso

Quattro soci del Club Alpino Italiano della sezione di Ferrara salgono in due giorni il Ciarforon (3642 mt.) e il Tresenta (3609 mt.)

Organizzare tutto per due mesi nei minimi particolari e trovarsi a fare i conti con una tormenta di neve a 3400 mt di quota! Se a questo si aggiunge che per qualcuno di questi è già la terza volta che capita, si fa presto a capire quale poteva essere lo spirito dei quattro alpinisti di Ferrara al secondo giorno della loro tanto sospirata "vacanza" ( …si fa per dire!!). Gabriele, Mauri, Alberto e Franz si guardano sconsolati negli occhi fino a che non si giocano l'ultima carta: perché non telefonare al Rifugio Vittorio Emanuele II°: "magari sul "Granpa" le condizioni sono migliori rispetto che qui sul "Bianco"??!!
Incredibile!! Là non è venuto un fiocco di neve. E' deciso si fanno le valigie, si scende, si prende lo "Scudiello" e si va a Pont. Dopo solo quattro ore , sudati e sbuffanti, si varca la soglia del Rifugio Vittorio Emanuele: tempo bello e panorama mozzafiato!!
La cena serve per ricaricare il fisico e per mettere a punto il programma del giorno dopo: Parete Nord del Ciarforon, ovviamente! Dalle finestre del rifugio questa bellissima montagna, ricoperta da una calotta di ghiaccio, domina il panorama, arrossata dal tramonto del sole.
Sveglia alle 3,30 , colazione 4,00 e mezz'ora dopo con la frontale in testa e i ramponi ai piedi i quattro alpinisti sono sul ghiacciaio che conduce alla base della parete.
La parete nord del Ciarforon è suddivisa in tre parti da due crepacce ed è caratterizzata dal superamento obbligato di un seracco ripido a fine salita.
Poco sotto la prima crepaccia i quattro amici decidono di legarsi in due cordate: Gabri e Alberto , Mauri e Franz.
Quattordici tiri di corda prima di spuntare sulla cresta finale che conduce alla vetta: ognuno di questi tiri merita un racconto a parte per le emozioni che ha lasciato in ogni componente della salita.
Grazie alla giornata splendida, il panorama dalla cima del Ciarforon, è da mozzafiato!
Dopo una breve pausa per mangiare e bere qualcosa, i quattro alpinisti iniziano la discesa dalla ripida cresta est. Due corde doppie ed infine un lungo rientro verso il rifugio al quale giungono dopo undici ore dalla loro partenza.
Nonostante la stanchezza, la bella giornata e il grandioso panorama fanno si che i quattro alpinisti si accordano per la salita della Tresenta, elegante cima a sinistra del Ciarforon che però non presenta grosse difficoltà. Proprio per questo la mattina seguente la sveglia suona due ore più tardi ma la giornata si presenta come la precedente: tempo ottimo e condizioni da favola!
Il ghiacciaio alla base delle due cime viene risalito più a destra rispetto alla giornata di ieri sfruttando una lunga ma provvidenziale morena. Le condizioni del terreno permettono la salita senza ramponi fin sotto la parete nord. Qui dopo una breve pausa per dissetarsi, inizia la salita vera e propria con una lunga attraversata ascendente verso la cresta est. Il sole e una temperatura mite rendono la salita molto piacevole ma non attenuano la fatica. Raggiunta la cresta la pendenza della salita aumenta e, raggiunta una fascia rocciosa , tre dei quattro alpinisti decidono di affrontare quest'ultimo tratto su roccia; il quarto, invece, aggirando le rocce sulla destra, continua su neve fino a ricongiungersi sulla cima con gli altri . Gabri, Mauri, Alberto e Franz per la seconda volta in meno di ventiquattro ore hanno la grande gioia di stringersi la mano in vetta alla Tresenta. A 360° intorno a loro c'era tutto: dalla pianura piemontese, al Monviso, alle cime delle Alpi francesi, al gruppo del Monte Bianco che qualche giorno prima li aveva respinti, all'imponente "Granpa" che con i suoi grandi seracchi li guardava dall'alto. La tranquilla e facile discesa per la cresta ovest fa nascere la promessa di tornare su quest'ultimo bellissimo itinerario con gli sci da scialpinismo per godersi una fantastica sciata!

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Un particolare ringraziamento a tutti gli sponsor che hanno permesso la "spedizione": la "Scudiello Tour" per i trasporti su strada, la ditta "Gambetti" per la fornitura degli zaini, la società "M.A.F." (…maial ac fatiga!!) per i trasporti su terra e la "Banca popolare dei puvret" agenzia di "tasca nostra" per le spese di alloggio.