Intraigiarun NEWS Periodico (occasionale) di informazione alpinistica… e altro - 4  febbraio 2002 - n°2


Le cascate salite:

Valsavaranche:
"Cascata dello Chabod" (**)
dislivello 300 mt
pendenza max 75°
pendenza media 40°
tratti camminabili

Valnontey:
"Cascata di Patrì"
dislivello 300 mt
pendenza max 80°
pendenza media 70°
brevi tratti camminabili

Valpelline:
"Couloir dell'Invergnaou"
dislivello 550 mt
pendenza max 80°
pendenza media 40°
tratti camminabili
rientro in corda doppia

Valsavaranche - Pont:
"Goulotte Stefanel" (**)
sviluppo50 mt
pendenza max 85°
pendenza media 60°

Bibliografia:
Diamanti di Cristallo
Grassi G.C. Cambiolo A. Torino 1994

 

Note:
(**) cascate non descritte nella bibliografia ufficiale.

Alcune informazioni sono state prese da annotazioni private sul posto

Val d'Aosta ice expedition 2002

Uno strano modo di fare vacanza

Prendete quattro amici, una grande passione, aggiungi un periodo di ferie, piccozza e ramponi e con questi semplici ingredienti può nascere una vacanza molto speciale!
Alberto, Francesco, Maurizio e Riccardo hanno così deciso di trascorrere alcuni giorni in Val d'Aosta per "spiccozzare", come dicono loro, oppure , per parlare in un italiano più corretto, salire su cascate di ghiaccio.
Due di loro sono già stati protagonisti l'anno passato di una "cosa simile", ed allora hanno pensato bene di coinvolgere altri amici.
Mesi di preparazione, programmi e qualche allenamento per farsi trovare pronti all'appuntamento tanto desiderato. Finalmente si parte per il lungo periodo di ferie: ben quattro giorni!!
Ovviamente dopo un inverno tanto rigido, quanto arido di neve, le temperature sono inaspettatamente alte e così, complice anche la siccità, le colate di ghiaccio salibili e sicure sono veramente poche.
Ma i quattro appassionati non si danno per vinti e raccolgono tutte le informazioni possibili, grazie ad un loro amico, guida alpina del posto.
Già il giorno stesso del loro arrivo, prima ancora di portare le valige in albergo, pensano di saggiare subito il terreno, mettendo alla prova il loro fiuto : giunti in Valsavaranche per salire una cascata consigliata, si accorgono che le condizioni non sono delle migliori ed allora decidono un itinerario "a vista", o quanto meno non indicato sulla guida in loro possesso. Ne nasce una facile ma affascinante salita in un ambiente quasi irreale e valutabile in almeno 300 mt. di sviluppo.
Il giorno successivo è giunto il momento di dare fondo alle loro ambizioni: Valnontey, luogo "sacro" per gli amanti di "ice climbing"! Qui si fa sul serio: la colata si raggiunge dopo un lungo avvicinamento e si sviluppa per una lunghezza pari a quella del giorno precedente, ma le difficoltà sono nettamente superiori. Soprattutto è l'ultimo tiro di corda a mettere a dura prova la loro determinazione: 50 metri, non banali, sotto una gelida doccia d'acqua!
Come terzo obbiettivo un couloir di oltre 500 mt.!! Discontinuo si, ma con tratti arrampicabili certamente non banali e quelli camminabili faticosi e lunghi. La zona è meno famosa delle precedenti ma ugualmente e inaspettatamente affascinante: la Val Pelline.
La lunghezza del percorso, le difficoltà trovate per rintracciare la discesa e la seguente necessità di affrontarla in corda doppia, hanno reso i tempi molto lunghi (ben undici ore!!), ma i quattro amici rientrano tanto stanchi quanto assetati e felici .
Li aspetta una serata a cena con alcune guide valdostane e amici del posto. Vista la gran fatica fatta sono quasi convinti di riposare il giorno successivo.
Ma, complice una simpatica e (perché no!!) carina amica di tavolo si accordarono per un'ultima scalata. Promessa solenne: facile, corta, con poco avvicinamento e possibilmente carina…sembra poco!??
Eppure ancora una volta il loro fiuto non fallisce: Valsavaranche, località Pont, una goulottina di cinquanta metri con ghiaccio compatto e azzurro come uno zaffiro!
La vacanza era finita e così anche la loro "VAL D'AOSTA ICE EXPEDITION": rimaneva da ritornare alla nebbiosa e grigia pianura con negli occhi i magnifici panorami, nella mente tanti altri progetti simili e nelle braccia più di duemila spiccozzate (calcolo fatto in preda a crisi di astinenza durante le interminabili ore di nebbia del rientro).

Redazione a cura di:
M-Ice