Mai dire mai!….. Buon compleanno “Vertigo”!!

di Maurizio Caleffi

 

Mancano solo due giorni, ma è lo stesso!
Il 20 febbraio del 2005 con Christian e Checco abbiamo salito la cascata più bella e difficile della zona.
Permettete e scusate l’enfasi, ma la passione, e un pizzico d’orgoglio, non sanno affermare nulla di diverso.
Vertigo… un nome dettato da due emozioni: la prima per il ghiaccio e la seconda per le sensazioni che la musica ti può dare. Ciò che il ghiaccio significa per me è ormai cosa risaputa da chi, leggendo le righe dei miei racconti, ha scoperto la mia fobia. Per la musica, è una passione antica, spesso comune a chi cerca di intuire, come me, una specie di legame fra parole, musica e momenti di vita vissuti intensamente. U2 e il loro ultimo album sono stati per me l’ispirazione a questo battesimo, alla fine di questa fantastica impresa.
Andiamo per ordine: dopo aver appurato la veridicità della nostra prima salita, Checco mette in rete sul suo sito le foto scattate quel giorno. Ma oramai era fine stagione e per il 2005 la nostra “creatura” non ebbe alcun riscontro da parte di altri arrampicatori.
Arrivò la nuova stagione invernale. Vertigo si formò di nuovo nella sua imperiosa struttura: 30 metri di ghiaccio verticale e di non facile conformazione, una rampa intermedia che sembra voler darti fiato per poi impennarsi con una serie di salti verticali fino a riconsegnarti al bosco da dove nasce. 
Nulla di veramente difficile per chi è un fuoriclasse, ma per gente comune come noi (soprattutto come me!!), sa esprimere una vera grande, incredibile emozione! 
L’elemento che poi dà un tocco di mistero alla cascata, sta nel fatto che essa è praticamente nascosta fra le pieghe della montagna e solo pochi potevano scovarla con lo scopo di salirla.
Ma torniamo alla stagione 2005/06. Le pagine web di Checco avevano dato i loro primi frutti. 
Numerose le telefonate che, oltre a chiedermi dello stato generale delle cascate, mi domandavano informazioni su Vertigo. Io stesso, non vi nascondo, avrei desiderato fare la prima ripetizione. 
Ma poi arrivarono Christian e Peter, due veri personaggi!
Il primo, co-autore della prima salita e il secondo alla sua prima uscita (!!!). 
Ecco: questo è particolarmente indicativo di quanto ho appena affermato. 
“Persone normali” è un termine che non si addice a questi personaggi. Christian ha condotto la salita da capocordata senza utilizzare le dragonne e Peter ha brillantemente seguito pur non avendo la minima esperienza di piolet, ma sfoderando una classe degna di un veterano, nonostante la sua giovane età.
Nella stessa stagione fu la volta di altre due cordate di cascatisti veneti e alcuni tentativi, non riusciti, a causa del fatto che la cascata, come detto poco fa, è nascosta e di non facile accesso.
L’accesso… ebbene si! Questo poteva essere una delle chiavi per far sì che Vertigo potesse essere salita da altre cordate che magari potevano dare conferma alla nostra valutazione di difficoltà: V° grado.
Durante la stagione estiva e autunnale seguente, decisi di tracciare, segnalare e in parte attrezzare non uno ma due accessi a Vertigo e LagorICE.
Vale la pena di ricordare che proprio durante la prima salita precedentemente narrata, notammo un’altra cascata poche centinaia di metri più in alto. Le difficoltà e la lunghezza erano sicuramente inferiori, ma, come i carabinieri di De Andrè che non mancano di doti particolari (cuore tenero), anche noi presi dal nostro impeto, decidemmo di salire alla fine del dicembre 2005. Altra citazione musicale, guarda caso, ma soliti apritori: Checco ed io. 
Solito rito: battezzata con il nome “LagorICE”, gioco di parole creato per rendere onore a queste montagne trentine, poco conosciute ma non per questo meno belle e affascinanti.
Torniamo agli accessi: roncola, motosega, piccone, martello, chiodi e anche trapano, corde e spit.
La strada per Vertigo era pronta, ma ora era il caso di rilanciare l’appello ai vari spiccozzatori!
E qui si inserisce Francesco Cappellari, e la sua guida: quando si dice “come il cacio sui maccheroni”!
L’autore di “Ghiaccio Verticale” accettò di gran lena il mio invito a presentare tutte le cascate della zona e soprattutto la più bella: "Vertigo”.
Tutto era pronto ora mancava solo l’artefice principale di tutta la nostra passione: il freddo.
Bene, ora stendiamo un velo pietoso sull’argomento! 
Credo che nei prossimi anni, se non decenni, tutti gli appassionati non solo di cascate ma di neve e attività invernali in genere, ricorderanno la stagione 2006/07 come una delle più sfi…te degli ultimi anni!
Un autunno senza pioggia, le scarse precipitazioni nevose e soprattutto le temperature abbondantemente sopra la media, hanno duramente messo alla prova zone simbolo del cascatismo: Val Varaita, Valle d’Aosta, Val Daone e persino le garantitissime Sappada e Sottoguda, hanno sofferto non poco le bizzarrie di questo caldo anomalo.
Anche nella piccola e sconosciuta Val Malene la situazione non brilla: dietro alla malga, “Sorgazza sinistra e destra” hanno faticato non poco a formarsi e dopo alcuni tentativi, frantumati dalle ondate di fhoen, con una quarantina di giorni di ritardo si sono concesse ai primi colpi di piccozza.
E Vertigo? La parte alta, più ancorata alla parete, si stava formando in modo regolare; per la parte bassa invece fin da subito ho notato che sarebbe stata dura!
L’acqua cade da trenta metri di altezza dal bordo di uno strapiombo roccioso senza mai toccare nulla se non quando arriva in fondo. Solo il freddo intenso permette dapprima la formazione di funghi dovuti alla nebulizzazione e di seguito il tutto viene saldato in un'unica colonna.
Allo stato attuale manca ancora questa seconda fase; la candela iniziale risulta così non consolidata e presenta una sequenza di grossi cavoli alti fino a un metro con una base molto più stretta della testa.
Una settimana fa circa, insieme all’onnipresente Christian ci siamo calati dall’alto dopo aver attrezzato una buona sosta su roccia. Volevamo vedere da vicino la situazione per verificare a fondo la possibilità di salire il famoso tratto verticale.
Alla fine della manovra avevamo convenuto entrambi che la salita non era possibile.
Si parlava prima di personaggi: per continuare questa storia ve ne devo presentare uno!
Chi è Giovanni Curzel? Onestamente lo conosco da poco e la prima volta che lo vidi in assoluto fu l’anno scorso, alla serata di presentazione della gara di arrampicata su ghiaccio che si tiene a Caldonazzo. 
Senza nulla togliere ai suoi validissimi collaboratori, si può sicuramente affermare che è l’anima di tutta la manifestazione!
Un ragazzone alto con due spalle imponenti, di professione falegname e non è un caso se quando gli stringi la mano percepisci la stessa forza di un larice. Capelli lunghi e biondi, occhi chiari nei quali fin da subito ho visto brillare quella bellissima follia che io chiamo “piccozzite”. Finisco col dire che nelle due ultime gare da lui organizzate, ha sempre vinto la prova di velocità: se ricordo bene ha salito l’intera struttura artificiale in una trentina di secondi!
Il nostro secondo incontro avvenne ad un’esercitazione di soccorso alpino alla quale fui invitato a partecipare e qui lo vidi salire su una cascata vera e propria e se anche le difficoltà non erano elevate, notai subito la sua classe.
In ultimo segnalai il suo nome a Francesco Cappellari per la stesura della guida Ghiaccio Verticale nella parte riguardanti le cascate di Santa Giuliana.
Due giorni fa la sorpresa! Nel tardo pomeriggio chi mi vedo entrare al bar? 
Giovanni con sua moglie e i suoi due meravigliosi bambini.
Ciao Giovanni, che sorpresa!! Come mai da queste parti? Finalmente ti sei deciso a venire qua in Sorgazza!
Ciao! Ebbene si! Mi sono detto con mia moglie: dai che andiamo a trovare Carla e Mauri, e allora eccoci qua.
Subito dopo con quella luce negli occhi che prima vi dicevo mi chiede senza indugio:
Come sono le condizioni delle cascate qui da te? Da noi è un vero disastro: non c’è niente!
Qui non è male tutto sommato. Le quattro cascate qui dietro alla malga sono tutte salibili ad eccezione del primo tiro di Vertigo.

Mentre gli spiego che pochi giorni prima ci avevo fatto sopra una doppia per dare un’occhiata, lui guarda la grande foto appesa al muro.
Credo che nei prossimi giorni verrò dentro con alcuni amici per fare qualcosa.
E, infatti, la sera dopo chiama al telefono e mi conferma la sua visita.
E siamo a questa mattina: Giovanni arriva con due amici e subito dopo aver parcheggiato l’auto sale da me e mi chiede le ultime informazioni.
Andremo a fare la destra o la sinistra”, dice con fare tranquillo.
Se vi rimane tempo andate a vedere anche le altre due, così vi fate un’idea
Nemmeno immaginavo l’effetto del mio invito!
Passano alcune ore e rientrano altri cascatisti ai quali chiedo se avevano visto Giovanni e i suoi amici.
Erano sulla cascata di sinistra e la loro risposta è negativa.
Pensai che erano saliti nel canale di Vertigo, magari per salire la parte alta, meta di altre numerose cordate, quest’anno.
Poi li vedo entrare nel bar. Ve lo ricordate quella luce che vi dicevo brillare negli occhi di un “piccozzato” in genere e in quelli di Giovanni in particolare? Era un raggio luminoso, ora condito da un viso sorridente che non tratteneva la grande soddisfazione provata.
In un secondo capisco tutto e la domanda mi esce subito per cercare conferma di ciò che avevo intuito:
Cosa avete fatto ragazzi? Tutto Bene? Vi siete divertiti?
Abbiamo salito Vertigo! Fantastico!!!
Come?… il secondo tiro, vero?
No…” risponde Giovanni, “.… solo il primo tiro e per tre volte di seguito!
Bravissimi! Vi faccio i miei complimenti. Siete i primi di questa stagione!
Ecco! Sono praticamente due anni che Vertigo è stata scoperta e salita. 
Avrei voluto effettuare la prima ripetizione, ma me l’ha soffiata il grande Christian; avrei voluto quest’anno salirla per intero almeno io, visto che “gioco in casa”, ma è passato Giovanni che ancora una volta mi ha insegnato che non sempre ciò che per te credi impossibile, lo è per altri e quindi …”MAI DIRE MAI!!!”
Ma quello che voglio dirvi alla fine di tutta questa storia, è che sono veramente e sinceramente contento nel vedere che la passione comune per le cascate fa brillare gli occhi di quella luce che solo noi “piccozzati” sappiamo vedere!
E allora…. BUON COMPLEANNO VERTIGO!!! MILLE DI QUESTE LUCI!

MaurICE 

Sorgazza, 18 febbraio 2007