Intrigo su "Vertigo"

di Daniele Bonato


Domenica, 23 dicembre 2007, di buon mattino, io e il mio fido compagno di cordata, e anche di altre mille avventure, Gaudenzio, come ormai ogni fine settimana, salvo famiglia, salvo altri problemi vari, ecc.... ecc.... ecc....  partiamo per la zona dei Lagorai, Malga Sorgazza, gestita splendidamente dal nostro amico Maur-ice, in cerca di sogni, di cascate e di divertimento.

Già dai primi di novembre, quando il ghiaccio appena percettibile, ricopriva le rocce, eravamo presenti in zona, come se dovessimo curare il nostro orticello, e vederne i frutti.

Quindi come dicevo già da novembre, i nostri raid in Malga Sorgazza, ci portavano a fare alternativamente le cascate di destra e di sinistra, per capirci quelle dietro la malga. A volte siamo stati costretti, per prudenza a farle con la corda dall'alto, in quanto, il generale inverno non voleva saperne di farsi vedere.

Un tempo, quando i nostri genitori avevano poco o nulla, l'inverno si faceva vedere, ora... bah sembra quasi sapere che abbiamo tutti abbigliamento super-tecnico, e megaspazzanevi pronti all'attacco.... non è che forse lo abbiamo spaventato???... ( nascondete l'attrezzatura e vediamo se si fa vivo....).

Comunque per continuare il nostro racconto, ... ci presentiamo davanti al rifugio alle 7.30, ma sembra che tutti dormano, in effetti la sera prima avevano fatto tardi, in quanto c'era stata la serata dedicata alla pubblicazione della Paola Favero, e sembrava che a presidiare il tutto ci fosse solo il fido "LECCA", ma poi dal buio sentiamo un fischio, ed ecco apparire il buon Maurizio, che ci dice che tra un pò andrà a svegliare la truppa e a farci un buon caffè. 

Infatti, di li a poco entriamo nel rifugio, quello estivo, per capirci, e troviamo ad attenderci due splendide ragazze ed un loro amico, già svegli, mentre per terra giaceva, una specie di animale immerso in un sacco a pelo, ma poi lo guardo bene e vedo che è il mio amico Robert, è il sosia mal riuscito di Messner, ma in quanto a grinta e montagna.....(TNT, e non dico altro...).

Appena la macchina del caffè è calda ci facciamo un paio di caffettini di buon auspicio, un paio di battute con Maurizio e nel frattempo passa di lì Gabriele Villa, che ho il piacere di conoscere, prima l'avevo solo sentito e visto via web. Ci scambiamo un paio di battute e poi augurataci reciprocamente una buona giornata, ci dirigiamo per le nostre rispettive mete.

Oggi io e Gaudenzio, vorremmo fare finalmente la Vertigo, quindi risaliamo il pendio e dopo un 20 minuti scarsi arriviamo alla base della cascata, facciamo una valutazione, che come al solito è puramente personale, nella quale si valutano le condizioni apparenti della cascata, con tutti i suoi pericoli oggettivi, mescolati anche alla nostra "forma mentis".



A noi sembra, nonostante la nostra determinazione, un pò  fragile per la chiodatura, ci conviene  aspettare almeno un paio di settimane, quindi proseguiamo per il canalino erboso e risalito il crinale arriviamo  alla sosta del secondo tiro. 

Lì la cascata sembra buona, per primo parte il mio compagno, che è già in una forma strepitosa, e si fa il secondo tiro. Il ghiaccio, forse per il freddo delle settimane precedenti, è molto duro, e ad ogni piccozzata, si formano delle grosse "rose", che ci costringe a riconfermare la validità del colpo dato. La salita è bella, l'ambiente è selvaggio, i vari cambi di pendenza molto simili a grandi palloni/cavolfiori, a volte ci mettono in crisi, del tipo, "e adesso dove cavolo li metto i piedi????". Una volta arrivati in cima, ci diamo la mano e una pacca sulla spalla, scendiamo in corda doppia fino alla sosta precedente, dove abbiamo lasciato gli zaini, e ci guardiamo in faccia, con lo stesso pensiero in testa...... "che dici se ci caliamo dall'alto e ci facciamo anche il primo tiro, così vediamo se le candele tengono????" ma sì dai.....

Quindi calo giù il mio compagno per primo, mettiamo giù un chiodo nel ghiaccio giusto per dare una direzione alla nostra calata, visto che la nostra sosta è molto spostata rispetto alla calata scelta, ma poi poco distante vediamo una mega sosta fatta dal buon Maurizio, ci potresti appendere un camion..... e comunque ci passiamo la corda... ad un certo punto sento un fragore, e smetto di calare, sto in ascolto, erano un pò di candele di ghiaccio che si erano rotte al passaggio del mio compagno, ma poi lo sento urlare... CALAAA, e io calo, fino a quando non mi dice OK recupera!!! 



Dopo un pò di piccozzate e un pò di sudore lo vedo risalire con due occhi luccicanti.... ho già capito tutto, ora tocca a me, lo recupero in fretta, mi lego e mi faccio calare a mia volta.
Sarà che era da un paio d'anni che desideravamo farla, ma quando arrivo al cambio di pendenza, e vedo la stretta gola in fondo, e un ghiaccio un po' strapiombante, per il fatto che le candele in fondo erano ancora sottili, il mio cuore  si riempie di gioia, guardo il mio amico e .... basta ci siamo già capiti.... delle volte ci ritroviamo a provare delle emozioni per cose semplici, ma maestose come questa, e affidiamo la nostra vita a dei compagni che in quell'istante diventano il tuo 50 percento.

Mi faccio calare anch'io e poi risalgo la parete... emozionante, bella.... non è la prima che faccio di queste difficoltà, (non molte comunque), ma questa sarà che l'aspettavamo da un po' ci ha regalato emozioni forti. 
Chissà come saranno le nostre emozioni, quando tenteremo di risalirla dal basso, tirandola....vedremo tra un po'.

Rientriamo al rifugio dove facciamo il nostro solito pasto, e quando Maurizio sente che abbiamo fatto Vertigo, anche se metà tirata e metà con la corda dall'alto, fa i salti dalla gioia, sprizza emozioni da tutte le parti, sembrava che stamattina lì con noi ci fosse stato anche lui.

Alla fine quando andiamo a pagare, ci di ce "a chi fa la Vertigo gli offro io il caffè e la grappetta"... attento Maurizio a questi proclami, le notizie viaggiano veloci su internet, la gente mormora, poi sono tutti li a batter cassa...

Grazie.

Daniele Bonato
Malga Sorgazza. (Val Malene - Lagorai)


Domenica 23 dicembre 2007

Cascata "Vertigo"

Daniele Bonato
Gaudenzio Rubbo

 

 

 

 

 

 

 

Daniele

 

 

 

 

 

 

 

Gaudenzio