Su e giù per i canali delle Pale di San Martino

di Francesco Pompoli


La splendida passata stagione invernale ci regala ancora diverse opportunità di scoperta e divertimento; quale migliore occasione di scoprire alcuni angoli poco frequentati delle Pale di San Martino sfruttando l’eccezionale innevamento?

Sabato partiamo da Falcade alle sei e venti, con l’idea di salire un canale a Nord della catena settentrionale, di fronte al rifugio Mulaz e tra le cime Zoppel e Campido.
Dopo circa 1000 metri di dislivello, in parte su neve portante, arriviamo al cospetto del canale che porta ad una forcella a 2600 metri; la neve è perfetta, calziamo i ramponi, ma si potrebbe anche salire senza.

Non usiamo la piccozza visto che la pendenza non supera i 45° ed in breve raggiungiamo il sole del versante sud, con davanti uno splendido panorama sull’altopiano delle Pale, un misto tra neve e sabbia del deserto lo ricopre ancora quasi interamente.
Da qui è possibile salire la normale alla cima Zoppel oppure quella alla cima di Campido… indecisi sul da farsi scegliamo di salirle entrambe!

La cima Zoppel si raggiunge con circa 200 metri di dislivello di facili roccette, con passaggi di I e II grado.
Sulla bella cima firmiamo il libro di vetta, mangiamo qualcosa e ripartiamo.

Tornati in forcella, saliamo la Campido (circa 400 metri) unendo le macchie di neve per salire più rapidamente.

Nell’ultimo tratto la neve recente non è trasformata e quindi ripieghiamo per la facile cresta rocciosa, con passaggi di I grado ed una magnifica esposizione sul ripido (e franoso) versante nord.

Foschie salgono dalle valli, decidiamo di scendere verso Gares percorrendo un canalone nevoso verso sud fino ad incrociare il sentiero che passa sotto la Taiada e poi “precipita” su Gares senza tanti complimenti.
La sospirata birra sfuma sul prato davanti a Capanna Cima Comelle, fino allo scorso anno una piccola costruzione in legno ed ora un cantiere enorme che sembra produrre l’ennesimo albergo…


Domenica sono solo, decido di tornare in uno dei posti più affascinanti delle Pale, sul ghiacciaio della Pala di San Martino, nascosto alla vista del paese.
Dal ghiacciaio, su cui incombe la splendida parete Nord della Pala, parte un breve canalino che porta direttamente sull’altopiano, l’accesso più veloce e meno percorso per raggiungere il “deserto dei Tartari” descritto da Dino Buzzati.

Parto alle sette dal paese, risalgo il sentiero per il Passo di Ball e prima del bivio imbocco il nevaio che porta direttamente al ghiacciaio.
La neve è perfetta, il sole sbuca dalle creste e mi illumina, raggiungo lo splendido anfiteatro e punto deciso al canale.

La neve è a tratti leggermente meno portante, ma tiene discretamente.
Il canale è ancora ricco di neve e regolare, pendenze intorno ai 45° con qualche tratto leggermente più erto.

Prima di raggiungere la forcella il pendio si allarga ed il sole mi illumina di nuovo, poi si apre lo splendido panorama dell’altopiano.

Tre scialpinisti (!) avanzano in lontananza verso la Fradusta, il resto della visuale è sgombra… un vento forte e freddo mi colpisce, il cielo azzurro e la cresta della Fradusta mi chiama e parto di buon passo per raggiungerla.
Un divertimento scendere e risalire pendii innevati perfettamente portanti, in breve sono sotto la parete ed una traccia diretta sulla nord mi invita a salire in vetta.

Raggiungo in cima gli scialpinisti, mi guardano allibiti dato che poco fa mi vedevano come un puntino grigio in lontananza… quattro chiacchiere, una mela e si riparte, con grandi scivolate verso il rifugio Pradidali.

Poco sopra incontro Duilio, il gestore, a caccia della sorgente d’acqua e passiamo due ore a sondare la neve alla sua inutile ricerca.
Scornati, rientriamo al rifugio e si finisce in cucina a chiacchierare, bere birra e finalmente mettere qualcosa anche nello stomaco!
Scende la nebbia (come sempre al Pradidali!) e la voglia di ripartire latita.

Alla fine mi faccio violenza e affronto la dura salita al passo di Ball. Nella nebbia punto a quella che sembra una forcella ed invece è la gengiva di un nevaio che finisce sotto cima Pradidali; attraverso su nevaio e imbrocco finalmente il Passo di Ball.
Da qui, è complicato, sempre su neve, indovinare l’altezza giusta delle corde fisse mentre il nevaio in fondo alla valle chiama ad una strada senza sbocco… nella nebbia raggiungo le roccette e con un po’ di sali-scendi incrocio finalmente le corde e trovo il sentiero.
Sul traverso a volte le corde sono ancora sotto la neve, e per parecchio ancora bisognerà pestarla sfruttandola per divertenti scivolate.

Rientro in paese e, sotto la doccia, sento uno scroscio potente di grandine: ancora qualche birra al rifugio e me la sarei presa tutta!
Peccato dover rientrare in pianura, quante idee ancora con queste condizioni: il Travignolo, il canale dei Bureloni, il versante ovest della Val Strut…
Tutte bellissime avventure da affrontare con un buon paio di scarponi rigidi, un paio di ramponi ed una bella piccozza!
Non maledite la neve in questi giorni… approfittatene!

Francesco Pompoli
Su e giù per i canali delle Pale di San Martino
Sabato e domenica 21 e 22 giugno 2014