SPIGOLATURE. 04/08/2015 - "La matrioska degli orrori", un'altra segnalazione di Federico Balzan

Io mi sento SOLO, solo contro l’opinione pubblica, solo contro gli enti, gli organi di polizia, i politici. Sta succedendo un fatto gravissimo e non sento nessuna voce. Tutti fingono di non sapere.
All’altezza di Levego, sul Piave, stanno cavando ghiaia con camion enormi in piena area SIC, sito di interesse comunitario; in teoria tutelato, in realtà figuriamoci. Questa azione è collegata alla vicenda del biotopo di Levego.
L’operazione ha il placet del Genio Civile che in quell’area individua, evidentemente, una pericolosità idraulica tale da giustificare l’asportazione dei sedimenti. Infatti, ora la legge non consente di cavare ghiaia dai fiumi se non ci sono motivi di sicurezza.
Lo sapevate? Siete a rischio idraulico. Oppure a rischio di interessi privatistici, non so.

La follia di questa storia disumana è che, dopo aver cavato l’argilla sulla piana di Levego negli anni ’60 e ’70, adesso, dopo aver distrutto ogni forma di vita biologica sullo splendido biotopo che si era formato nel frattempo, riempiono il buco coi sedimenti del Piave, andando quindi a fare danni anche altrove! Devono farlo, evidentemente, perché quell’area è paludosa, per nulla idonea ad accogliere capannoni e cemento.

Un’azione insensata, che fa danni, a ricaduta determina ulteriori danni altrove, come una maledetta matrioska degli orrori, che pensi sia finita, e invece ne ha un’altra dentro. “A far e desfar, l’è tut an laorar” diceva mia nonna. Ho il sospetto che la logica in questo caso non vada oltre a questo sillogismo. Il Genio Civile mi ha assicurato che esiste, bell’e pronta, la Valutazione di Incidenza, non so a firma di chi, che proclama “nessun impatto” per questa operazione.

Sta succedendo ora e qui, in mezzo alla retorica degli slogan sulle nostre valli adorabili, su un futuro fatto di turismo.
Lo stiamo smantellando pezzo per pezzo, questo futuro, e tutto ciò sembra invisibile sotto ai nostri occhi. Perché solo certi temi finiscono nei dibattiti? Perché, da queste parti, solo l’elettrodotto? E questo? Come scegliamo i temi per cui val la pena combattere?
Ancora una volta le carte sono a posto, non c’è spiraglio nel mondo di autoreferenza fasulla che gli enti preposti alla tutela della natura e dei beni comuni hanno messo in piedi.

Ho scritto male, di fretta in cinque minuti, troppo di pancia. Ma sinceramente sento che ormai il tempo che dedico a questa causa è tempo sprecato. Vorrei solo che nessun comune venga poi ad annoiarmi con la retorica ambientalista, ma ovviamente accadrà.

Federico Balzan
Ex biotopo di Levego - Martedì 28 luglio 2015