NOTIZIE. 02/02/2016 - Seconda serata di "Il CAI racconta...": Flash di alpinismo, di Massimo Bursi

Dopo il primo appuntamento di "Il CAI racconta ..." nel quale si è galoppato in lungo e in largo sulle Pale di San Martino a vedere le albe dalle cime più alte e panoramiche è la volta di un alpinista veronese, Massimo Bursi, che giovedì 4 febbraio, alle ore 21:00, all'Auditorium della Biblioteca Bassani, presenterà: Flash di alpinismo. Citazioni, impressioni, immagini.

Massimo Bursi è nato nel 1963, vive a Verona dove, grazie ai suoi genitori, ha mosso i suoi primi passi in montagna.
Come tanti altri ragazzi della sua generazione ha iniziato ad arrampicare con gli scarponi per poi convertirsi alle scarpette e alla magnesite.
Come molti del nord-est ha eletto le Dolomiti a suo terreno preferito di azione, ma dedicando molto spazio anche al Monte Bianco, al Cervino, al Rosa, al Delfinato, al Verdon, alla Valdadige, alla Valle del Sarca ed infine a Kalymnos.
Dopo aver ripetuto le vie classiche in Dolomite, su tutte le principali pareti (Civetta, Marmolada, Bosconero, Tofane, Brenta, Sass de la Crusc, Sella, Catinaccio, Pale di San Martino e San Lucano), dopo aver aperto qualche via, più per errore di percorso che per convinzione, ha rallentato con l’alpinismo per inseguire altri progetti: una impegnativa professione di manager, spesso in giro per il mondo ed una famiglia ancora più impegnativa con ben quattro figli.

Però Massimo Bursi non verrà a raccontare le sue scalate, ma con ben tutt'altra proposta: con un sottofondo musicale cercherà di prendere per mano lo spettatore e condurlo in montagna.
Non seguendo una via o un sentiero, ma i pensieri, le riflessioni, le visioni, la saggezza e la spudoratezza di quanti, scrivendo la storia dell’alpinismo moderno sulle rocce delle Dolomiti e il ghiaccio delle Alpi, hanno trovato il tempo per testimoniarlo anche in pagine di memoria.
La serata intreccerà le gesta di famosi scalatori con il percorso personale di un alpinista che in montagna non ha cercato soltanto l’effimera cima.

Così racconta l'esperienza lo stesso Bursi: “Scrivere mi è sempre venuto facile e leggere è un vizio di cui non posso fare a meno.
Libri di montagna ne ho divorati anche troppi.
Anni fa iniziai a trascrivermi le citazioni che leggevo allo scopo di non dimenticarle.
Poi iniziai anche a commentarle.
Infine cercavo delle fotografie che colpissero la mia immaginazione. Tutto questo è diventato un libro: 'Flash di Alpinismo. Citazioni, impressioni, immagini'.
Una modalità allegra e scanzonata di rileggere la storia dell'alpinismo soffermandosi su quei protagonisti e quelle vicende minori che più mi hanno interessato, con l’obiettivo di trasmetterli ad un ragazzo scalatore dei nostri giorni, consapevole del fatto che c’è sempre da imparare da chi è vissuto prima di noi”.