RECENSIONI. 09/02/2016 - Riccardo Bee - Un alpinismo titanico; il libro nella recensione di Francesco Cinti


Questo libro è dedicato a tutte quelle persone che non conoscono Riccardo Bee e soprattutto non sanno cosa vuol dire alpinismo.

In copertina un giovane alpinista “d'altri tempi”, sguardo sincero ma duro, abbigliamento inusuale, si può ben riconoscere il grande Riccardo Bee alpinista e avventuroso fino all'ultimo giorno della sua vita.

Bellunese sino al midollo, ingegnere, trova per un buon periodo un compagno e un parallelo di vita in un altro grande, anzi grandissimo bellunese: Franco Miotto.

Insieme fanno scalate straordinarie, sino al momento in cui, dopo la “Via dei Bellunesi”, le loro vite hanno intrapreso strade separate, ma analoghe vie di nuove scoperte ed avventure.

E Bee l'avventura l'ha vissuta profondamente e in tutte le sue forme: ha scalato nuove vie sulle Dolomiti con altri compagni di cordata, ma soprattutto ha aperto numerosissime vie in solitaria, esplorando con il corpo e l'anima parti di pareti dove nessuno sino ad allora aveva osato.

Le sue solitarie sono tutte un capolavoro “ingegneristico” di audacia, scoperta e perfezione, molte di loro sono tutt'oggi non ripetute o contano solo prime ripetizioni.

In questo libro, pubblicato per la prima volta nel 2014, c'è il racconto in modo semplice ma appassionante, dell'avventura di una breve vita alpinistica che ammalia ogni persona che abbia in se stessa l'amore per la curiosità e la vita.

I due autori - Marco Kulot e Angela Bertogna - per la prima volta mettono nero su bianco il diario di una vita straordinaria e libera, mostrando come in pochi anni vissuti, Riccardo sia riuscito a realizzare tanti sogni sulle sue Dolomiti.

Oggi più che mai, in un'epoca di arrampicatori sportivi e di pareti artificiali, (binomio di un mondo conformista e asservito alla logica del tutto e subito), c'è bisogno di personaggi come lui, capaci di farci ancora entusiasmare con le sue avventure ricche di sacrifici e nuove scoperte in ambienti ostili.