SPIGOLATURE. 06/07/2016 - "Cime a Milano" a novembre con il CAI e una riflessione di Emilio Previtali  

Questa che riportiamo è un estratto da una notizia pubblicata da MountCity.it un sito internet che nel sottotitolo dichiara di essere stato pensato per "Vivere la montagna tra Zero e Ottomila", ovvero trattare il mondo della montagna a "largo spettro", aggiungiamo noi.


Una notizia come altre che potete approfondire andando a leggerla direttamente sul sito citato.
A noi più che la notizia ha colpito un commento che Emilio Previtali ha scritto sul suo profilo Facebook per dire la sua opinione sul tema del rapporto CAI/giovani. Per chi non lo conosce e vuole inquadrare meglio il personaggio basta fare una semplice ricerca su internet.
Noi non entriamo nel merito, vi diciamo solo che ci piace la sua scrittura, la sua vena ironica, a volte scanzonata, altre irriverente.
Per questo riprendiamo lo scritto dalla sua pagina Facebook e lo proponiamo alla vostra lettura e ad eventuali commenti.

[Al CAI annunciano una nuova iniziativa/evento a Milano per questo autunno per avvicinare i giovani alla montagna. Io quando si parla di CAI e di giovani nello stesso momento avverto sempre un brivido freddissimo alle caviglie e quella sensazione che si avverte quando guardando un telefilm americano si vedono arrivare le auto della polizia in corteo a sirene spiegate a caccia del criminale. Che però è già andato via da un pezzo con il bottino.
E poi anche mi viene in mente di una volta che sono stato ad ascoltare un convegno di giovani imprenditori italiani dove c'era il presidente dei giovani imprenditori italiani che si era alzato a parlare e che aveva circa quarant'anni, ero andato via quasi subito. Comunque a parte queste riflessioni, che sono sensazioni personali e soggettive senz'altro anche un po' stupide, volevo dire che per attrarli questi giovani, spiegando le loro motivazioni in un comunicato stampa preparato per i giornali, i promotori del CAI e della manifestazione pare abbiano scritto questo, riporto di seguito:
"Mettere in collegamento scienza e divulgazione su tematiche chiave che legano indissolubilmente gli abitanti ed i territori di montagna e pianura; rendere i ragazzi e i giovani protagonisti di un processo di “rinascita” della montagna, concepita come incubatore di innovazione, disponibile per tutti coloro che sanno guardarla con occhi nuovi; creare un contesto fertile per la nascita di un vero e proprio hub culturale che metta a sistema ingegni e risorse in un’ottica di valorizzazione dei territori e delle comunità montane, attraverso l’attivazione di processi di collaborazione e crescita in linea con le strategie europee; divulgare proposte e modalità per la frequentazione in sicurezza della montagna e del suo ambiente naturale."
Ecco, pensavo: a parte che questa nuova manifestazione del CAI si sovrappone di fatto nelle date ad un'altra che con un buon successo ma non senza fatica da tre anni fa convergere a Milano energie, idee, film, mostre, pubblico e personaggi del mondo della montagna, ma parte questo io mi chiedevo: scrivere "figa, birre, magnesite e rock'n roll" sarebbe stato forse un po' troppo sintetico e magari anche un po' forte, lo capisco però voglio dire: una via di mezzo, al CAI, non ce l'avevano?]