NOTIZIE. 01/11/2016 - " Alpinismo solitario e impegno sociale", con il vicentino Franco Perlotto

Serata / incontro alla Sala Estense con l'alpinista vicentino Franco Perlotto, nell'ambito di "Inseguendo i profili" a cura del CAI Ferrara. 


Mercoledì 2 novembre, ore 21:00 - Sala Estense. Ingresso libero


FRANCO PERLOTTO

presenta

ALPINISMO SOLITARIO e IMPEGNO SOCIALE


Franco Perlotto è nato il 2 agosto 1957 da una famiglia di Trissino nel vicentino. Alpinista fin da ragazzo, è guida alpina, viaggiatore, cooperante, gestore di rifugio e giornalista.
Avvicinatosi al free climbing sul finire degli anni settanta, ne è diventato uno dei principali promotori in Italia. In 25 anni di attività ha compiuto oltre duemila ascensioni in diversi paesi del mondo.
Tra le più importanti figurano la prima italiana sulla Torre del Diavolo nel Wyoming, nel 1982 (con un grado di difficoltà 5.12, corrispondente al 9°); la prima assoluta della parete sinistra del Salto Angel, la cascata più alta del mondo in Venezuela, nel 1983 (un 7°/A3, con quattro giorni in parete); le due salite su El Capitan nel Parco nazionale di Yosemite in California, la prima europea dello strapiombante Tangerine Trip nel 1980 (un 7°/A4, con tre giorni in parete) e la prima solitaria della Lurking Fear nel 1986 (un 6°/A3 sup, con quattro giorni in parete); la prima solitaria del Trollryggen in Norvegia nel 1979 (un 6° sup/A1, con 24 ore di arrampicata non stop).
Dopo aver aperto 42 nuove vie sulle più impervie pareti alpine, negli anni novanta ha lasciato le montagne per porsi al servizio della cooperazione internazionale guadagnandosi sul campo una laurea ad honorem in educazione ambientale.
Divenuto un esperto di emergenze e di cooperazione allo sviluppo, ha operato per gli organismi internazionali in missioni umanitarie nei Territori Autonomi Palestinesi, in Sri Lanka, in Ciad, in Bosnia, in Ruanda, in Sudan, in Congo.
In Amazzonia ha vissuto per tre anni con gli indios Yanomamö e per altri quattro ha coordinato un programma di prevenzione e controllo degli incendi nella foresta amazzonica in collaborazione con l'ambasciata italiana in Brasile.
Rientrato in Italia, dal giugno 2009 al giugno 2012 è stato Sindaco del Comune di Recoaro Terme.

Giornalista e fotografo, ha scritto reportage di viaggio e di alpinismo sulle principali testate italiane ed estere.
È stato direttore responsabile del trimestrale Progetto Care Italia e ha collaborato alle pagine culturali del Giornale di Vicenza e di Alto Adige. Suoi articoli sono apparsi su La Rivista e Lo Scarpone del Club Alpino Italiano e su altre pubblicazioni specialistiche. Ha diretto il trimestrale Trissino Informa e il periodico di turismo Up Land.

Parallelamente ha pubblicato anche una decina di libri. Nel 1993 è entrato come socio accademico nel GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna) che gli ha conferito il premio Giovanni De Simoni.
Nel 1995 il suo racconto Una vita da eroe ha vinto il premio letterario Giulio Bedeschi. Nel 1996 esce il suo primo romanzo, La terra degli invisibili. Gli sono stati assegnati anche il premio letterario Zanclea per il racconto Trincea (1998) e il premio Carlo Mauri (premio speciale della giuria) per il racconto L'uomo bello (1999).

Nell'estate del 2016 ha gestito il Rifugio Boccalatte-Piolti alle Grandes Jorasses, riaperto dopo alcuni anni di chiusura e abbandono.