NOTIZIE. 22/11/2016 - Merlante e Scuccimarra racconteranno "due giorni sul diedro Philipp-Flamm"

Michele Scuccimarra (classe 1966, iscritto al Cai di Montecchio) e Giacomo Merlante (classe 1981, iscritto al Cai di Ferrara) nei giorni di venerdì 26 e sabato 27 agosto hanno ripetuto la via dei viennesi Walter Philipp e Dieter Flamm, aperta in tre giorni di scalata nel settembre del 1957 e considerata da parecchi ripetitori la più difficile ed impegnativa scalata classica dell’intero gruppo montuoso. Si tratta di un percorso con uno sviluppo di 1130 metri che raggiunge Punta Tissi a quota 2.992 metri, salito completamente in arrampicata libera, tranne tre passaggi, con al massimo tre chiodi di assicurazione per ogni lunghezza di corda.

Quella fu una salita "voluta" dai primi salitori con quelle caratteristiche, dove i chiodi sono la protezione essenziale dal rischio e non un mezzo per progredire, in aperto contrasto con l'ondata di "tecnicismo" che stava pervadendo in quegli anni il mondo dell'alpinismo.
Erano gli anni che avrebbero portato al  boom economico degli anno'60 e che in alpinismo stavano conducendo sempre più al tecnicismo, fino ad arrivare all'utilizzo del chiodo a pressione che veniva infisso bucando la roccia con un perforatore. Fu Bepi De Francesch il primo nel 1956 ad adoperare quattro chiodi a pressione al Fungo d'Ombretta, dando l'avvio al periodo della cosiddetta scalata Artificiale.

Nel contempo in Himalaya iniziava la "conquista" degli 8000 con la salita all'Annapurna da parte dei francesi nel 1950, dell'Everest in Nepal e del Nanga Parbat in Kashmir nel 1953, del K2 in Karakorum nel 1954 da parte della spedizione Desio, organizzata con grande dispendio di mezzi e un organizzazione paramilitare.

In un confronto, anche aspro, tra tecnicisti e puristi, i viennesi Philipp e Flamm si inserirono non a parole, ma con la realizzazione della loro via che voleva essere un esempio del loro concetto di alpinismo nel quale l'alpinista si confronta con la montagna non abusando dei mezzi, non bucando la parete, ma con la tecnica, la capacità psicologica oltre che fisica, l'intuito e i mezzi tradizionali, assicurandosi dove la parete ne offre le possibilità.
Questo ha fatto della via Philipp-Flamm un mito che ha resistito fino ai tempi attuali, sulla quale si possono confrontare solo alpinisti con un bagaglio tecnico ed esperienziale completo e ampiamente collaudato.

Anche di questo "percorso di apprendimento" parleranno Jack Merlante e Chicco Scuccimarra e per gli spettatori sarà l'occasione per ascoltare di alpinismo, di quello ad ampio respiro, non solo per introdotti, ma anche per semplici appassionati di montagna, perchè quello è anche il desiderio dei due alpinisti.