Sulla via Cassin al Pizzo Badile, i sogni si avverano

di Giuliana Steccanella
 

I sogni si avverano, grazie Fabio Bullio.
Già… io sempre attenta al meteo e Fabio è in ferie!
Questa salita era in programma da tempo e, finalmente, il meteo è favorevole.
Via! Si scappa in Svizzera e con noi viene anche Sergio Coltri.

La Val Bondasca si presenta in tutto il suo splendore, le cime svettano nel cielo blu.
Sergio Coltri ricorda quando Renata Rossi venne a Verona a presentare una serata sulla Val Bregaglia.
Renata è stata la prima Guida Alpina donna italiana:
Allora Sergio rimase incantato dai suoi racconti e dopo alcuni anni andò a scalare la Cassin al Pizzo Badile e ne rimase entusiasta e me la consigliò vivamente.

Il sentiero che porta al rifugio è ripido però, come per incanto, ad un certo punto, te lo trovi davanti al naso.
Attualmente il rifugio Sasc Furà è bellissimo ed accogliente, immerso nella pace verde della Svizzera.
Dietro al rifugio svetta la parete Nord-est del Pizzo Badile, a dir poco immensa !!!!
Non nascondo che ero molto emozionata e tesa per quella salita.
Ora eravamo lì e perciò la decisione era presa.

Siamo lì fuori dal rifugio e arrivano due giovani e splendide ragazze, subito pensiamo che siano escursioniste tedesche ma poi dal loro zaino spunta materiale d'arrampicata e incuriosita chiediamo cosa avevano fatto!
Beh, sbalorditivo!!!
Avevano salito la via Gaiser-Lehmann al Cengalo partendo dall'auto e scese in giornata al rifugio Gianetti.
Per chi non lo sapesse deve solo guardare di cosa si tratta e resterà a bocca aperta:
Però, non contente, il giorno dopo vanno a fare una via al Dente della Vecchia per poi rientrare dal rifugio Gianetti al Sasc Furà per il sentiero della Trubinasca!
Bon, mi son detta, saranno a posto!!!
Perché anche solo il sentiero d'accesso dal rifugio Gianetti al Sasc Furà non è di certo una passeggiata.
Chiediamo cosa faranno domani, la Cassin al Badile, rispondono.
Io, Sergio e Fabio, ci guardiamo e ci diciamo: bon andiamo a casa!!!!
Incredibile!!!
Di alpinisti così se ne trovano pochi ma di donne così .... rare come le mosche bianche!!!

Perciò ho poco da raccontarvi sulla nostra salita …

Una piccola cosa, Riccardo Cassin ha fatto la storia dell'alpinismo e tanto di cappello.
Era l'estate del 1937 Cassin, Ratti, Esposito decisero di attaccare la parete, con scarpe con la suola di feltro pressata, corda di canapa, zaino fatto con sacco di iuta e chiodi fatti in casa.
Il totale del peso tra 10 e 15 chilogrammi.
A loro si unirono Molteni e Valsecchi che già avevano identificato una linea per la salita, ma questi ultimi, indeboliti dal maltempo e dalle fatiche della scalata, morirono di sfinimento al rientro dalla via.

La Cassin al Badile è diventata una sorta di simbolo dell'alpinismo di tutti i tempi:
Si tratta di una linea ideale che corre lungo le lisce placcante di granito della parete Nord/Est.

Io sono stata felice di ripercorrere quella linea storica dal sapore antico.
Un grazie a Fabio Bullio per questo Sogno che ho potuto realizzare e un grazie al mio Amore, Sergio Coltri, che ha salito lo Spigolo in solitaria, guardandoci.

Giuliana Steccanella
Sulla via Cassin al Pizzo Badile, i sogni si avverano
Pizzo Badile (Val Bondasca), estate 2017