Come in un sogno

 

 

di Francesco Pompoli

 

Sto salendo nella nebbia, nelle orecchie solo il ritmo del mio cuore affannato, cerco di arrivare ad un ritmo che mi permetta di guadagnare quota, che sforzi al limite il mio corpo ma che non mi costringa a soste, tutto gira come un’unica macchina, sci, gambe, braccia, racchette, testa, battiti…. Ogni tanto guardo l’orologio, 10, 20 30 metri guadagnati.…. davanti a me la pista battuta al mattino, due scie nella neve fresca immacolata, che si perdono nella nebbia, nel vento, nel grigio uniforme che mi circonda e che lentamente si scurisce; cerco di non pensare a quello che sto facendo, fantastico… potrei essere ovunque, in Himalaya, in Patagonia…. Potrei essere al centro di uno dei bellissimi libri che amo tanto, le cime imbiancate del Lagorai che ogni tanto escono dal nulla potrebbero essere guglie granitiche di un altro emisfero, ed io essere lontano mille miglia dalla civiltà, dai pensieri, dai problemi…. Sto risalendo per la seconda volta, nel tardo pomeriggio novembrino, la pista di Punta Ces, mentre tutti gli amici se ne sono tornati verso casa; nel silenzio, nel vento, nella nebbia, solo davanti a queste cime imbiancate avanzo svuotando la testa da tutto, da tutti; è come raggiungere una dimensione nuova, senza dolore e senza sofferenza, fisica… sentire i muscoli che vibrano, che lavorano ininterrottamente, si riscaldano e diventano elastici, tonici, esuberanti… ancora un po’, manca poco, insisti…. Non ti fermare ora, tra un po’ ci sei, sarai in cima, potrai urlare nel nulla , da una cima insignificante per molti, ma non per te, ora, nella nebbia, nel vento ululante…. Sono vivo, sono qui, vorrei rimanere così, sospeso in questa non-dimensione per sempre … ahhh !!!!!!!!!!!!!!!!!!

L’ultimo strappo, la neve è altissima, al mio fianco almeno un metro, ecco la cima, ci sono…. È come risvegliarsi da un sogno, toccare con mano che non si può rimanere in questo limbo, che bisogna tornare alla realtà, scendere a valle…. Un’ultima, splendida cavalcata in mezzo alla neve fresca, frequenti soste per riprendere fiato e poter fare curve sempre più strette, evoluzioni sempre più esaltanti… il fondo valle si avvicina,. La neve non è più bella come prima, diventa battuta… scendo, scendo, torno alla realtà … mi sveglio dal sogno…. peccato !