Il Monte Pore con le ciaspole in quattro mosse


di Gabriele Villa

 

 

Il Monte Pore, 2.405 metri di altezza, è una grande piramide erbosa, sorella del non lontano Col di Lana, caratteristica per la roccia magmatica nera che contrasta nettamente con le rosate rocce dolomitiche. Contornato da prati e pascoli fin sotto la ripida vetta, è una cima paesaggisticamente tra le più fantastiche.

Salendo da Selva di Cadore verso il Passo Giau, prima di raggiungerlo, sulla sinistra si trova la località Fedare, qualche fienile adattato a baita, una caratteristica chiesetta, un rifugetto a conduzione familiare, la seggiovia biposto per raggiungere forcella Averau (piste da sci) tra l'Averau e il Nuvolau.
Per raggiungerne la cima si segue un sentiero selciato che si snoda dalla stazione a valle della seggiovia di Fedare verso l'ampia sella erbosa che divide la valle dove si trova il Castello di Andraz.
Dalla lunga sella ci si dirige verso sud all'inconfondibile piramide. Mano a mano che ci si avvicina impressiona un po' la cresta, apparentemente erbosa, verso la cima.

I duecento metri di dislivello effettivamente sono molto ripidi, il fondo roccioso e ghiaioso del sentiero fa temere qualche scivolata, la ripidezza dei versanti impressiona un po', tuttavia con un minimo di attenzione non vi sono grossi problemi se non un po' di fiatone.
Tutto questo viene spazzato via da quanto si può ammirare dalla vetta: qualcosa di fantastico che solo le Dolomiti sanno esprimere ed è per questo che vale la pena di salire questa bella cima in giornate di buona visibilità.
Questa è la descrizione (con qualche integrazione personale) che ho trovato sul sito http://www.magicoveneto.it
che illustra con efficacia le caratteristiche di questa montagna.

Si trovano anche informazioni sulla salita (sentieri Cai n° 463) il cui orientamento viene definito "banale", la cui lunghezza è quantificata in 3,5 chilometri, per un dislivello di circa 400 metri e un tempo di 2 ore per la salita e 1 per la discesa partendo dalla località Fedare, dove si sarà parcheggiata l'automobile.

Difficoltà, molto facile (Cai=E) fino ai piedi della piramide finale, mentre la cresta terminale, pur facile, è ripida, rocciosa e con pendio molto pronunciato da sembrare esposto, da affrontare comunque con attenzione (Cai=EE).

Un'escursione estiva/autunnale alla portata praticamente di tutti, da consigliare vivamente per motivi paesaggistici che personalmente... non ho mai fatto.
 


 

Il Monte Pore l'ho salito quattro volte, ma sempre nella stagione invernale e con le ciaspole ai piedi, e se in veste estivo - autunnale è una piccola bella montagna scura, in inverno, vestito di bianco, sorprende spesso per le sue linee eleganti e immacolate e qualche volta, con certe condizioni di neve abbondante, addirittura affascina.

Sulla scheda dello stesso succitato sito si legge della salita invernale fatta con le ciaspole:

"Facile e molto bella l'escursione fino alla sella erbosa. La salita alla cima è possibile, ma può essere impraticabile o molto difficile o molto pericolosa per le valanghe e i ripidi pendii ghiacciati, da non sottovalutare".

 

La prima volta per me è stata il 21 novembre 1999 in compagnia di Michele e Cristina, una coppia di amici conosciuti ai corsi di alpinismo della sezione del CAI e la salita fu effettuata con una perturbazione in arrivo.

Trovammo vento sul crinale che separa il versante Fedare dal versante Andraz, poi cominciò a nevischiare e la visibilità diventò sempre più scarsa fino a ridursi a pochi metri, ma seguendo la traccia arrivammo alla vetta.

Nessun panorama da ammirare quel giorno, solo la croce di legno a dirci che non c'era più nulla da salire, un sorso di the caldo e subito la discesa da iniziare ricalcando le tracce della salita mentre oramai cadeva una neve fitta.

A Fedare Michele montò le catene sulla Focus e partimmo per rientrare in pianura.

Partimmo sotto una nevicata che aveva reso l'ambiente affascinante e ovattato poi, dopo alcuni tornanti, provammo un'emozione forte quando l'auto scivolò di coda e ci ritrovammo con il muso girato a monte.

Un brivido da non consigliare a nessuno e che ci suggerì di scendere in "prima" fino a Caprile e poi in seconda fino a non ricordo più dove, perchè quel pomeriggio nevicava di brutto anche giù in valle. 

Dovessi raccontare del Pore, delle sue forme e dei suoi panorami, sulla base dell'esperienza di quel giorno non saprei dire nulla se non la traccia nella neve che seguimmo guardando le impronte a terra con il nevischio fastidioso che il vento ci buttava negli occhi e giusto la croce di vetta e le forti emozioni provate nella tormenta.

 

Andò meglio giusto un anno dopo, il 19 novembre 2000, quando tornammo al Pore in una giornata di splendido sole e di neve morbida. Le condizioni erano state veramente favorevoli in quella giornata tanto che era sembrata una ciaspolata quasi "normale", salvo un paio di tratti ripidi che i gradini fatti con le ciaspole avevano reso accessibili, pur con qualche difficoltà e aiuto, anche a chi aveva le ciaspole "base".

Eravamo in otto quel giorno, con Claudio, Erika, Rodolfo, Antonio, Stenio, Ruggero e Tiziano.

 


 

Negli anni successivi, al Pore ci avevo soltanto girato vicino, soprattutto con le ciaspolate sociali compiendo la bella traversata da Fedare a Castello di Andraz, resa possibile dal pullman che ci portava nel primo posto e poi faceva il giro per venire a riprenderci nel secondo.

Così le emozioni più belle me le ha riservate il 31 gennaio del 2009 e per descrivere quella giornata mi viene in aiuto il diario scritto il giorno dopo la stupenda ciaspolata fatta con Rita e Stefano.

 

 

[Ci siamo spostati con l'auto di Stefano fino a Fedare, mentre il tempo volgeva al sole, e alle 12 abbiamo iniziato.
Un’ora e 55 minuti e siamo arrivati in vetta sfruttando una traccia fresca fresca fatta da tre che sono saliti poco avanti a noi senza che li avessimo visti.

Li abbiamo incontrati in discesa.
Ambiente stupendo, pendii ripidi, ma di buona neve con creste che presentavano delle cornici da Monte Bianco, la croce della cima con il libro di vetta che era stato dissepolto da qualcuno che aveva scavato con la pala perché altrimenti sarebbe stato invisibile.
Peccato che appena arrivati noi in vetta sono arrivate anche nuvole da fondo valle giusto a livello del sole, per cui attorno era soleggiato fuorché sulla cima della nostra montagna.
Siamo scesi velocemente alla ricerca del sole, ma sembrava che si allontanasse pure lui.
Abbiamo proseguito per la dorsale verso l’Averau per infine scendere nella bella valletta che già avevamo disceso durante la ciaspolata sociale notturna del CAI dell’anno scorso.
Neve fresca e farinosa, pendio immacolato e rumori di assestamento del pendio che sono sempre un’esperienza per chi non li ha mai sentiti, come è stato per Rita e Stefano.
Un’ottima cena alla Baita di Andraz ha suggellato una giornata da incorniciare e in serata ha pure preso a nevicare.
]
 



Confermo che quella è stata proprio una giornata da incorniciare, ma... se dovessi consigliare una ciaspolata al Monte Pore suggerirei di partire dal bivio per Malga Castello, sulla strada di Passo Falzarego, pochi chilometri dopo Andraz.

Si lascia l'auto a margine della strada (si trovano alcune piazzole pulite anche quando c'è neve) e si parte per un sentiero (cartello indicatore "Forcella Nuvolau" con i segni CAI) all'inizio ripido e quasi sempre battuto perchè il giro è una classica dello scialpinismo, ora molto frequentata molto anche dai ciaspolatori.

Le tracce aiutano ad orientarsi nel bosco, oltre che a risparmiare fatica, e dopo circa un'ora si sbuca fuori dagli alberi e si può godere di un panorama superbo sulla Marmolada e il vicino Col di Lana, oltre che sul Pore.

Se siete fortunati il percorso battuto vi porterà verso la vostra meta, altrimenti avrete una sterminata coltre bianca nella quale battere traccia fino ad arrivare al crinale Fedare/Andraz (prevedere un'altra oretta) e all'inizio del percorso verso la cresta del Pore, sulla quale la traccia continuerà verso l'alto con gli opportuni zig zag nei tratti più ripidi.

Le difficoltà, come avrete già capito dal racconto delle precedenti salite, dipendono essenzialmente dalle condizioni della neve e dalla presenza di eventuali cornici di cresta formate dal vento che qui soffia senza trovare ostacoli.      

In un'altra ora di tempo circa sarete sulla cima e potrete rilassarvi gustando il panorama da favola.

Seguendo il percorso dell'andata in poco più di un paio d'ore potrete tornare all'auto e avrete goduto di una stupenda giornata di ciaspole, come abbiamo fatto noi pochi giorni fa. Ecco un brano del mio diario.

 

 

[Martedì 4 gennaio 2011, bella ciaspolata al Pore, partendo dalla Baita.

Partenza dal bivio per Malga Castello alle 10,50 e arrivo in vetta al Pore alle 14,00, seguendo tracce di scialpinisti e di ciaspolatori, con qualche variante personale per evitare dislivelli inutili.

Pausa di 20 minuti sulla cima e discesa con arrivo all’auto alle 16,20.
Giornata buona, ma con sole che si va velando nel pomeriggio e il freddo che si fa pungente, tanto da avere freddo alle dita delle mani nonostante due paia di guanti di lana.

Neve fin troppo dura, come ci avevano detto due ciaspolatori incontrati mentre scendevano dalla cima, e un paio di tratti ripidi da raccomandare soltanto a gente sicura sulle ciaspole.

Comunque salita di soddisfazione, sia per l’impegno che per la bellezza della cima e del panorama tutt'intorno.]

 



Concludiamo con la scheda tratta da http://www.magicoveneto.it


Dove              Dolomiti, zona passo Giau in comune di Colle
                     Santa Lucia
Park               Fedare metri 2.000 (strada del Giau, stazione a
                     valle seggiovia Averau)
Rifugi              Rifugio Fedare metri 2.000 -
                     www.rifugiofedare.it - tel.0437.720182
Motivi             Paesaggistici
Quando           Estate o, preferibilmente, in autunno
Lunghezza       Andata 3,5 km. + ritorno 3,5 km.
Altitudine        Tra i 2.000 e i 2.405 metri di quota
Tempi             2 ore salita, 1 ora discesa, soste escluse
Sentieri           Cai n° 463
Orientamento   Banale
Dislivello         400 metri
Difficoltà         Facile fino ai piedi della piramide finale, la
                    cresta, pur facile, è molto ripida, rocciosa e
                    con pendio pronunciato da sembrare esposto,
                    richiede attenzione (Cai=EE)
Cartografia      Foglio n° 015 Tabacco 1:25.000
                     Marmolada, Pelmo, Civetta - Moiazza

 



Le fotografie che accompagnano il testo sono di Gabriele Villa (scattate nella ciaspolata del 4 gennaio 2011, mentre quella estiva del Pore è stata scatta dalla cima di Punta Dallago alla fine della scorsa estate) e di Stefano Toninel (relativamente alla ciaspolata del 31 gennaio 2009).