Ciaspolata a chilometri zero

di Monica Comani e Roberto Belletti



Ciaspolando dietro casa

Zero è la temperatura che speravo di trovare, ma non è stato così, anzi...
Un bel po’ di gradi sotto zero hanno dato il benvenuto alla mia “strana” ciaspolata.
Si, “strana” perché non avrei mai pensato di scendere le scale, uscire dal portone di casa, indossare le ciaspole e partire.
Invece è stato così.
Primo sabato di febbraio e su Bologna imperversa una bufera di neve come non succedeva da tanti anni.
Da più giorni nevica sulla mia città e ben cinquanta centimetri ricoprono tetti, strade e marciapiedi e ancora altra neve è in arrivo.
Nevica forte
Con il naso incollato al vetro della finestra, Roberto e io osserviamo il grandioso spettacolo.
Tanta neve davanti a noi.
Il parco dei Prati di Caprara ormai è sepolto dalla neve”, dico, e Roberto annuisce, mentre una scintilla si accende nei suoi occhi.
E se andassimo a ciaspolare sulla pista ciclabile lungo il canale?
Siiii, grande. Che idea ciaspolare dietro casa!
Detto fatto, prepariamo l’attrezzatura ciaspolatoria, Roberto prende con sé anche lo zaino, e usciamo di casa.

Appena fuori dal portone c’è già tanta neve e le ciaspole vanno benissimo.
Le indossiamo e partiamo.
Qualcuno si gira a guardarci un po’ stupito, ma noi proseguiamo.
Arriviamo alla stradina e lì ci aspetta tanta e tanta neve, mentre la bufera non accenna a placarsi.
Roberto è davanti che fa la traccia e io dietro miro la mia città quasi irriconoscibile.
Ogni tanto Roberto si ferma a fotografare.

Certo, attorno non abbiamo le montagne, c’è invece lo scalo ferroviario di Bologna, ma è ugualmente affascinante.
Arriviamo alla fine della stradina, facciamo qualche altra foto e poi il ritorno, seguendo la traccia dell’andata, che ora è ben definita e si va meglio.

Il mio giro è finito e l’arrivo a casa è quasi immediato.
Proprio una ciaspolata a chilometri zero.




Ciaspolando a San Luca

Il giretto lungo il canale mi ha fatto venire voglia di ciaspolare “sul serio”, e così, lasciata Monica davanti al cancello di casa decido di provare la salita al Santuario di San Luca attraverso il sentiero dei “Bregoli”.
San Luca è uno dei simboli di Bologna e può essere raggiunto o percorrendo il noto porticato, o tramite la strada che sale da Casaglia o, infine, attraverso il sentiero dei “Bregoli”.
Si tratta di un itinerario segnato (numero 112A) che parte dal confine del Parco Talon e si snoda all’interno di un bosco, intercettando la strada di Casaglia a poca distanza dal Santuario.
Non è un percorso molto lungo e il dislivello è contenuto, tuttavia presenta qualche tratto ripido e la quantità di neve che è caduta nei giorni precedenti, e che sta tuttora arrivando dal cielo, dovrebbe renderlo abbastanza interessante da fare con le ciaspole.
Intanto, per raggiungere Parco Talon devo prima percorrere un bel tratto di pista ciclabile, passando di fianco allo stadio e al cimitero della Certosa.

La quantità di neve è notevole, ma c’è qualcuno che porta ugualmente a spasso il cane.
In lontananza si intravede la torre dello stadio: difficilmente domani si giocherà…
Poco oltre passo davanti alla “casa dei pindoli” e ad un parcheggio dove il disco orario alle auto in sosta non verrà controllato per un bel po’ di tempo...

Sembra di essere in montagna, con i rumori del già scarso traffico attutiti dalla neve e appena percettibili, il bianco tutto intorno e la neve che continua a cadere copiosamente.
Solo i lampioni e qualche cartello stradale agli incroci della pista ciclabile mi ricordano che invece sono in città.

Finalmente arrivo a Parco Talon e alla partenza del sentiero.
C’è qualcuno con lo slittino e qualcun altro con il bob, ma sono pochi in verità, la forte nevicata in atto ha scoraggiato i più.
Inizio a salire e scopro che qualcuno mi ha preceduto, anche se non troppo di recente.
C’è comunque una bella traccia ed è una piacevole sorpresa, dato che, con la quantità di neve presente, sarebbe stato problematico battere la traccia da solo per tutto il percorso.
Sopra alla traccia fatta, ci sono almeno 20 centimetri di neve fresca: condizioni ideali per ciaspolare.

Quante volte ho salito questo sentiero, ma mai avrei immaginato di percorrerlo in queste condizioni, con le ciaspole ai piedi.
C’è veramente tanta neve, siamo sui settanta centimetri secondo me, e ci sono anche alcune tracce di scialpinisti. Non manca proprio nulla della classica ciaspolata in alta montagna, salvo il panorama.
Ma comunque siamo nel bosco e con la nebbia che c’è la visibilità sarebbe stata in ogni caso limitata.
Finito il sentiero, arrivo sulla strada che porta al Santuario.
La bufera non accenna a placarsi, tuttavia c’è qualcuno che approfitta dell’occasione per godersi una corsa in solitudine, per una volta in mezzo alla strada senza preoccuparsi dei pericoli del traffico.

Ormai sono in “vista” del Santuario, che appare tra la neve e la nebbia in una veste decisamente insolita.

Arrivo a San Luca e posso così approfittare del riparo del portico, finalmente.
Fra la ciaspolata dietro casa e questa, è ormai da quasi quattro ore che sono sotto la bufera e comincio a sentire il bisogno di un po’ di tregua.
Spesso forse ce ne dimentichiamo, ma noi bolognesi abbiamo la grossa fortuna di avere una “via normale” di allenamento percorribile tutto l’anno e addirittura al coperto: il portico di San Luca.
Adesso però è inaspettatamente invaso dalla neve che, portata dal vento, si insinua fra le arcate e si deposita ovunque.
Personalmente non ricordo di averlo mai visto in queste condizioni, praticamente una pista da bob al coperto!

Fortunatamente la temperatura non è troppo bassa e parecchia neve fresca ha ricoperto lo strato di ghiaccio sottostante (non si vede, ma c’è, e si sente!), altrimenti scendere sarebbe stato un bel problema.
E così eccomi infine al rientro in città.
Ora anch’io, abitante della pianura, finalmente potrò dire di aver fatto una ciaspolata a chilometri zero.

Monica Comani e Roberto Belletti
Ciaspolata a chilometri zero

Bologna, sabato 4 febbraio 2012