Operazione USSI 2012

di Dario Cavaliere
 

Vieni o sei sempre impegnato ad arrampicare?
Con questa telefonata fatta all’amico Gabriele una giornata di ottobre, ha preso idealmente il via l’”operazione Ussi 2012” che altro non è che partecipare la settimana prima di Natale al Campionato Italiano di sci per squadre regionali, riservato ai giornalisti dell’Unione Stampa Sportiva Italiana.
La sua risposta finalmente positiva dopo alcune edizioni di latitanza, fa sì che due mesi dopo ci si trovi in quel di Alleghe per le gare, ma soprattutto per tre giorni di sci su piste perfettamente innevate e senza nessuno a crear traffico, con amici che spesso vedi e rivedi solo in quell’occasione.

Da anni le sorti dell’Emilia sono legate alla vena del sottoscritto e a quelle dell’amico di lamina Gabriele Villa, unici due giornalisti che condividono in maniera attiva e continuativa la passione per lo sci.
Un impegno più ludico che agonistico a dirla tutta, ma nel momento della gara sei sempre teso come se stessi per affrontare la Streif di Kitzbuel e infatti Gabri come sempre mette le mani avanti…
"Guarda che sono due anni che non scio ...Faccio Pilates, ma non so se i muscoli ce la fanno… "
Insomma la solita litania di scuse anticipate per la prestazione in gara…

Mica dice però che mentre noi facciamo la sosta ristoratrice in baita lui continua imperterrito a sciare, forte di un fisico invidiabile e di una tempra montanara che non gli fa sentire né freddo né fame...

In barba al suo abbigliamento “vintage” con tanto di guanti in lana fatti dalla mamma, che lo fa assomigliare ad uno strano ibrido fra Zeno Colò, Walter Bonatti e Gustavo Thoeni, con le tasche piene di caramelle, mandarini e boeri.
La nostra è una tacita collaborazione di chi è appassionato di montagna ma per “aspetti” diversi.
Le risalite in seggiovia sono un misto fra lezioni tecniche che gli impartisco (prima teoriche e poi pratiche) per come condurre al meglio lo sci in curva e indicazioni che lui passa a me sciorinando i nomi di tutte le cime all’orizzonte, comprese le vie da lui fatte e magari ripetute in prima assoluta invernale.
Così scopri che lassù a fianco del Civetta dove a mala pena vedi ad occhio nudo la croce piantata, lui c’è arrivato e che le montagne laggiù verso nord est prendono forma e contesto come scorrendo una cartina tridimensionale, non appena ti dice quali sono.
Sì... anche il Pom, cima che precede nel campo visivo il Pelmo, stando ad un burlone collega vicentino.

Grande Gabri…
Un po’ meno grande quando mi fai dire per la cinquantesima volta che se non stai col peso sullo sci esterno e carichi un metro in più di quel che vorresti invece fare, non chiudi la curva e nel gigante son tutte spazzolate, frenate ad ogni porta…
Già, perché io sono idealmente il coach della squadra dell’Emilia che deve vendere cara la pelle nel campionato.
Se andiamo bene entrambi possiamo puntare al podio, viceversa niente.
Le squadre son composte da tre persone, ma noi essendo sempre e perennemente in due dobbiamo sperare nelle sfortune altrui.

E venne il giorno della gara.
La pista è ideale come neve e tracciato. Leggo in faccia a Gabri delle buone sensazioni, ma leggo anche che sente il peso della responsabilità che gli ho dato chiedendogli massimo un settimo posto in classifica generale.
Accompagno la sua uscita dal cancelletto con un urlo di incitamento, mentre lo vedo scivolare sul piano non proprio il suo punto di forza. Se conduci male sul ripido la gravità aiuta, sul piano è un’agonia.
Invece no, stavolta poca neve alzata, il piano passa e si infila nel bosco.
Chissà…
Pochi minuti dopo tocca a me.
Piano fatto senza problemi, la neve compatta ma non ghiacciata mi consente di tirare senza sbavature.
Nella ricognizione avevo individuato in una sola porta il trabocchetto di giornata e infatti...
L’ebbrezza della velocità mi porta a scordare i riferimenti, taglio troppo la linea e faccio un “numero” per star dentro, portandomi l’errore per le due porte successive.
Comunque ho il miglior tempo di manche e nessuno farà meglio.

E Gabri?
Fermo in un angolo del parterre sta facendo i conti e timidamente abbozza... "Dovrei esser settimo..."
"Bene. - replico io - Adesso confermiamoci nella seconda".
La manche successiva cambia di poco le cose, ma per gli altri, non per noi.
Io confermo la prima posizione e Gabriele… si perde nei conti.
"In due hanno migliorato rispetto a me" mi dice con l'angoscia negli occhi.
Ma non ricorda a memoria tutti i tempi degli altri e ahimè, dovrà aspettare l’uscita delle classifiche per sapere se avrà fatto bene il compito o no.
Mentre io azzanno un panino con pastìn, cipolla, peperoni, formaggio e senape, Gabriele sorseggia un the nel rifugio. Le classifiche sono esposte e le scorriamo con gli occhi: Emilia, Friuli, Veneto, ancora Friuli, Toscana, Lazio e finalmente Emilia.
Ligio agli ordini impartiti Gabriele ha centrato il settimo posto finale, che unito al mio vale il podio, la seconda posizione in classifica a squadre in barba al fatto di essere solo in due (e non tre come il Friuli che vincerà il titolo) a gareggiare.

Grande Gabri.
Uomo di fatica e di onore.
E’ un piacere salire sul podio con te.
Ma l’anno prossimo al posto del Friuli ci dobbiamo essere noi, anche se siamo in due.
Servirebbe arrivare primo e secondo…
Hai un anno di tempo per prepararti…

Dario Cavaliere
Alleghe 19 dicembre 2012