Su e giù per l’incredibile regno di Fanes

Parte prima (Cima Lavarella)

di Francesco Pompoli

 

Martedì dopo Pasqua, finalmente riusciamo ad organizzare due giorni tra i monti, e scegliamo di passarli nel regno di Fanes, nel cuore delle Dolomiti ma lontano da qualsiasi traccia di civiltà.

Mentre risaliamo dalla Capanna Alpina, con gli sci in spalla a causa della scarsa neve, e raggiungiamo la porta del regno, il Col dla Locia, mi pregusto lo spettacolo della lunga valle fatta di successivi piani dai nomi fiabeschi (Plan de Sumorones, Plan d’Ciaulunch) dove occhio non riesce a scorgere traccia di manufatto umano.

Penso che anche qualche migliaio di anni fa probabilmente l’immagine sarebbe stata identica ad ora e mi sento come un iper-tecnologico Oetzi…

Raggiungiamo il Passo Tadega ed abbandoniamo la valle per risalire verso cima Lavarella, la nostra meta per oggi. Sulle cime soffia un vento potente, il freddo è intenso (-12°C alla Capanna Alpina), la risalita del vallone è al sole e protetta, una serie di pendii dolci intervallati da piccoli risalti.

Giungiamo finalmente al termine del vallone, ad una prima forcella che separa cima Lavarella dal Piz dles Conturines, un’ultima breve risalita con gli sci e giungiamo a quella che definiscono Anticima.

Qui il vento soffia potente, il freddo sul viso quasi insopportabile, lasciamo gli sci, infiliamo i ramponi e la giacca a vento e risaliamo a piedi alcuni salti di roccia fino a giungere alla forcella tra le due cime.

Puntiamo prima alla croce più grande, a picco sulla Val Badia, ma da lì capiamo che la cima più alta è l’altra.

Poco male, torniamo in forcella e risaliamo la scenografica cresta fino ai 3055 metri della cima principale.

Ci godiamo l’incredibile vista a 360°, dalle cime lombarde a quelle austriache e friulane, poi il vento ci rimanda verso il basso, ad infilare gli sci per una lunga discesa!

Tornati nella valle principale rimettiamo le pelli e cominciamo una traversata che non ricordavo così lunga, passando per l’Alpe di Gran Fanes e il Passo Limo, finalmente dall’alto scorgiamo il rifugio Lavarella nella splendida piana ancora assolata ed ormai l’unico pensiero corre ad una (o più…) birra che ci berremo dopo le ultime curve!

Ci godiamo l’ultimo sole in terrazza, poi prendiamo possesso della bellissima cameretta e ci lanciamo affamati sull’immane cena che ci viene servita.

Dopo cena chiediamo al gestore alcune informazioni.
Sono deciso a tentare una traversata proposta sulla cartina di Meridiani Montagne che dal Vallon Bianco sale la cima del Monte Casale e scende in val Travenanzes. Il problema è che guardando oggi l’itinerario non siamo certi del passaggio in forcella, che da lontano sembrava erta e difficilmente praticabile.
Il gestore cade dalle nuvole, ci indica prima su una foto la forcella sbagliata e poi ammette che ne sappiamo più di lui… sembra che il versante sud possa essere troppo ripido per la discesa con gli sci, anche se ci dice che un amico l’ha sceso una settimana prima… boh!
Pensavo fosse un giro classico, ora i dubbi restano anche a noi e nella movimentata notte mi chiedo come passeremo in val Travenanzes… poco male concludo, al massimo torneremo indietro, oppure ci abbasseremo con ramponi e piccozza sul versante sud!

Francesco Pompoli
Su e giù per l’incredibile regno di Fanes
Parte prima: Cima Lavarella, 7 aprile 2015