Su e giù per l’incredibile regno di Fanes

Parte seconda (Monte Cavallo)

di Francesco Pompoli


Sveglia, colazione, pelli sotto gli sci, partenza!

Altra giornata di sole splendido, sulle cime però il vento che era previsto in calo sembra soffiare ancora potente. Rimontiamo truppe ariane munite di sci sulla salita del passo Limo, la loro dotazione è da Sturmtruppen: molti calzano imbrago, hanno cordini e rinvii ciondolanti, trasportano zaini che sembrano armadi da cui spuntano piccozze degne di un alpenstock dell’800. Che debbano riconquistare i territori persi cento anni fa?

All’Alpe di Fanes Grande lasciamo la traccia di ieri ed entriamo nello splendido Vallon Bianco.

Sotto le cime di Campestrin che sembrano state affettate, da alcuni giganti, come blocchetti di formaggio grana.

Puntiamo al bivacco della Pace, sotto il Monte Castello (quello impossibile da confondere, vista la sua forma…), con un occhio continuo al Monte Casale, al Monte Cavallo e alla forcella che sta nel mezzo.
Non si vedono tracce di salita, però avvicinandoci la pendenza sembra affrontabile senza problemi mentre il Monte Casale sembra salibile dal Bivacco, ma la meringa sulla cima, e la successiva eventuale discesa in forcella, sembra sconsigliarci di tentare una traversata come sembra essere indicato sulla cartina.

Tagliamo sotto il Monte Casale e risaliamo la forcella, togliendo gli sci solo negli ultimi metri dove la neve è durissima e la pendenza oltre i 40°.
Accelero gli ultimi passi per vedere cosa ci aspetta sull’altro versante, mi sento come da piccolo, a Natale, quando andavo furtivo in soggiorno per vedere se Babbo Natale avesse portato i regali…

Beh… non male! Inizialmente il pendio è ripidissimo e stretto, però il vallone sotto è regolare e sciabile quindi al massimo ci abbasseremo con i ramponi!

Tentiamo di spostarci in cresta verso il Casale, ma ci sono salti di roccia ed una cresta affilatissima assolutamente instabile. Puntiamo al Monte Cavallo, 2912 metri, con un traverso tutt’altro che banale poco sotto la cresta sul versante sud, con alcuni salti di roccia e neve piuttosto instabile.

Finalmente in cima, ci possiamo rilassare un po’. Foto, spuntino, ci gustiamo il panorama davanti all’imponente Tofana di Rozes e le altre cime della Val Travenanzes che giace 1000 metri sotto di noi. Sembra di stare in aereo da qui, sarebbe bello rimanerci ancora, ma il sole picchia ed è meglio godersi la discesa prima che la neve si allenti.

Scendiamo il primo centinaio di metri con i ramponi, non ci fidiamo del pendio molto ripido, poi inforchiamo gli sci e via! Curve, curve e ancora curve, intervallate da rapide soste per prendere fiato e scaricare i quadricipiti che friggono per lo sforzo.
Sappiamo che in fondo alla valle dobbiamo cercare di traversare verso destra per non perdere quota in Val Travenanzes, ma lo facciamo troppo presto… poco sotto la forcella del mortaio ci troviamo su un pulpito roccioso che non lascia scampo, la valle è quattrocento metri sotto, ma di qui non si passa.

Occorre scendere in mezzo ai mughi, la neve ormai marcia, per poi cominciare una lunghissima risalita, lo zoccolo enorme sotto gli sci, il sole a picco delle tredici e l’acqua ormai finita…

Ci rifocilliamo, poi a testa bassa ricominciamo a salire, una lunga sequenza di piani e pendii che mai ci mostrano la nostra meta, la Forcella Travenanzes che in certi momenti ci sembra possa essere stata eliminata dal Regno di Fanes e condannarci a vagare per il resto dei nostri giorni….

Finalmente ci siamo, ancora un brutto traverso e siamo fuori dal regno incantato, ai bordi della pista a Forcella Lagazuoi. Stanchi apprezziamo l’ultima lunga discesa in pista, chiusa ieri ma ancora “pettinata” dai gatti delle nevi, verso il rifugio Scotoni e la Capanna Alpina.
Ci fermiamo al rifugio Scotoni, sembra aperto, ma solo i gestori stanno godendosi il sole e chiudendo la stagione.
Ci concedono una birra, vedendoci assettati e cotti dal sole.

Abbiamo le allucinazioni oppure degli strani animali sono fuggiti dal regno di Fanes?
Quasi quasi potrei saltargli in groppa e tornare con loro nel regno delle fiabe!

Francesco Pompoli
Su e giù per l’incredibile regno di Fanes
Parte seconda: Monte Cavallo, 8 aprile 2015